3 Settembre 2019

Stop al comignolo. A rime Mc Donald’ s

pantheon ii mac annulla il precedente parere del soprintendente 11 tubo d’ acciaio rovina l’ orizzonte. e il progetto del fast-food si blocca
Damiana Verucci Per il Mc Donald’ s e il suo desiderio di aprire un locale di oltre 400 metri quadrati a due passi dal Pantheon potrebbe davvero essere arrivata la parola fine. Daniela Porro, che sostituisce ad interim il sovrintendente Francesco Prosperetti ha annullato in autotutela il parere di quest’ ultimo che si era espresso in modo favorevole alla possibilità di installare una nuova canna fumaria. Il progetto era stato pre sentato dalla multinazionale americana, che è andata avanti per qualche tempo mostrando carte, disegni e varianti ai vari uffici. Ma il clamore mediatico per la notizia dell’ apertura di un Mc in pieno centro storico è stata tale da suscitare l’ immediato interessamento anche del I Municipio che ha in poco tempo bloccato il trasferimento della licenza comprata dalla società da un bar gelateria di appena 34 metri quadrati. Tutto, in realtà, è iniziato con la denuncia di un cittadino che vive in zona e che non ha fatto altro che fotografare l’ edificio dove al piano terra e al primo piano dovrebbe prendere vita il locale. Ma non solo. Accanto alla prima foto ne comparsa un’ altra che faceva vedere da vicino un particolare del tetto dove, appena sotto l’ alto comignolo d’ epoca che si intona con lo stile dei tetti romani, è comparso il terminale di una canna fumaria in acorn() de cisamente poco in linea con il resto del panorama. Ed è stata proprio quella canna fumaria a far scattare una serie di controlli e di blitz dei vigili urbani e dell’ ufficio tecnico del Municipio, che hanno poi obbligato la società a smontare il comignolo in acciaio spuntato sul tetto accanto alla cupola di Sant’ Ivo alla Sapienza. Il motivo? Semplice e fin troppo scontato: troppo impattante sullo sky line del cuore di Roma. Per quanto riguarda la licenza, invece, il nuovo blocco al trasferimento era arrivato con una lettera direttamente all’ Ufficio Commercio del I Municipio. Dentro erano elencati i perché del diniego, da problemi di tipo edilizio a quelli amministrativi, fino all’ autorizzazione alla somministrazione. Si è infatti parlato, tra l’ altro, di un ampliamento “sospetto” della superficie dell’ attività: dai 34 ai 440 metri quadrati al numero 1 della piazza. Con la nota di ieri si mette, almeno al momento, la parola fine alla vicenda. Anche se, come liter prevede, la so vuntendente Porro ha chiesto alla proprietà dello stabile di far pervenire, entro 30 giorni, la documentazione attestante la liceità della canna fumaria. Non tutto ancora perduto per Mc Donald’ s che potrebbe riaprire il caso. Intanto il Codacons ha espresso soddisfazione per il provvedimento del Mi bac. «Si tratta di una misura che tutela il decoro della città e salva il centro storico da deturpazione e sfregi messi in atto dalle potenziali multinazionali straniere», scrive avrebbe ulteriormente infangato la memoria di nostro figlio». Ancora: «Lo stile garbato e gentile che non le appar in una nota l’ associazione dei consumatori, che chiede poi «una mappatura di canne fumarie, antenne e altre installazioni ubicate sui tetti dei palazzi a ridosso dei principali monumenti e siti di interesse storico e architettonico». Sulla vicenda era intervenuta anche la sindaca Raggi che dopo il primo stop al progetto da parte del ministero dei Beni culturali aveva twittato: «Avanti con il Mi bac per stop alla costruzione fast food nell’ area archeologica delle Terme di Caracal la. Le meraviglie di Roma vanno tutelate». La speranza è che il concetto del decoro lo si estenda con la stessa rigidità, ad esempio, anche alla pulizia delle strade o agli abusivi che deturpano con la loro paccottiglia le più belle piazze e strade della Capitale. Problemi che questo giornale denuncia sempre ma che restano, spesso, senza soluzione.

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