2 Settembre 2010

Stop ai rincari dei pedaggi Anas

 
ROMA Il Consiglio di Stato conferma il no al caro-pedaggi stabilito dalla manovra sui raccordi stradali e autostradali Anas, ma solo sulle tratte per le quali sono stati presentati i ricorsi. Dunque 11 tratte su 26. La regione Toscana annuncia un ricorso alla Corte costituzionale, il Codacons chiede 8 milioni di rimborsi per gli automobilisti tartassati, mentre scoppia una querelle dai toni forti animata dal viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli. «Prendiamo atto – attacca Castelli – che Tar e Consiglio di Stato si mettono a legiferare. Organismi del Paese che dovrebbero semplicemente verificare l’ osservanza delle leggi si permettono di stravolgere impunemente gli atti del governo». Chiede a gran voce una norma di legge ad hoc, attacca quelli che intonano «peana», Alemanno compreso, e chiude segnalando che è l’ ennesimo caso in cui la nostra credibilità presso gli investitori esteri «è stata venduta per un piatto di lenticchie». Immediata la risposta del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. «La teoria del sottosegretario Castelli è stravagante, direi quasi da azzeccagarbugli. Chi governa ha il dovere di governare, ma deve farlo nel rispetto della legge. Se sull’ aumento dei pedaggi Anas prima il Tar e poi il Consiglio di Stato sentenziano che la norma non è legale, il Governo avrebbe dovuto chiedere scusa ai cittadini ». Immediata la controrisposta di Castelli: «Io azzeccagarbugli, Zingaretti marziano. Il presidente della provincia di Roma afferma che una legge dello Stato può essere dichiarata non legale dal Tar». I giudici di Palazzo Spada hanno respinto il ricorso contro la sospensiva presentato dalla Presidenza del Consiglio e dall’ Anas, precisando però che il provvedimento del Tar Lazio che ha bloccato l’ aumento dei pedaggi è applicabile «solo ai singoli segmenti stradali» nei territori degli enti che hanno fatto ricorso, dunque nelle province di Roma e Pescara e in alcuni comuni dell’ hinterland romano, con in testa Fiano Romano che ha proposto un ricorso ad hoc. «E’ stato premiato chi ha fatto ricorso – sottolinea Massimiliano Sieni, vicecapo dell’ Avvocatura della provincia di Roma -e il Consiglio di Stato ha ribadito che l’ interesse al ricorso deve essere concreto». Nei fatti, però, l’ Anas ha confermato che continuerà ad applicare la sospensione dei rincari su tutto il territorio nazionale. Anche perché il Movimento difesa del cittadino, spiega l’ avvocato Gianluigi Pellegrino, «ha già ottenuto dal Tar Lazio un decreto cautelare di sospensione di tutti i pedaggi del Belpaese e proprio ieri ha discusso dinanzi al Tar la richiesta di conferma in sede collegiale». La decisione è attesa per oggi. Per i difensori della provincia di Pescara, gli avvocati Guido Alberto Inzaghi e Giorgio Fraccastoro, «la vittoria in diritto è sotto gli occhi di tutti. Era fondamentale interrompere aumenti assolutamente ingiustificati ». Intanto da più parti si profila un caso di class action sui rimborsi. Che il Codacons ha quantificato in 8 milioni di euro. Ma in realtà il caro-pedaggi resta. Perché la manovra prevedeva anche un balzello generalizzato da uno a tre millesimi di euro a chilometro, in base alla classe di pedaggio, per chiunque entri in autostrada. Aumento che sarà ancor più forte dal 2011.

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