«Stop ai controlli sui termosifoni»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Un fascicolo, due ipotesi di reato ma nessun indagato. La rottura della condotta del metano nell’ area dell’ ex caserma Massa è giunta sul tavolo del sostituto procuratore Antonio Negro. Il fascicolo contro ignoti è stato aperto solo qualche giorno fa dopo il deposito dell’ informativa della polizia municipale. I due reati (al momento solo ipotesi) che compaiono sulla copertina del fascicolo del pm sono il 443, attentato alla sicurezza degli impianti di energia elettrica e del gas, e il 449 che punisce il delitto colposo di danno. L’ incidente è avvenuto il 13 settembre scorso durante i lavori di riqualificazione della piazzetta Tito Schipa. Uno degli operai della ditta “De Nuzzo”, che sta procedendo alla realizzazione del progetto del centro direzione e commerciale con parcheggio interrato, stava caricando materiale di risulta con un escavatore, quando con la benna del mezzo meccanico, ha danneggiato la conduttura del metano, provocando la fuoriuscita del gas. L’ aria è diventata subito irrespirabile. E temendo una possibile esplosione la zona è stata evacuata ed interdetta al traffico. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti della polizia municipale che hanno raccolto le testimonianze dei presenti e la ricostruzione dell’ operaio. Incidente o errore umano? L’ indagine dovrà chiarire eventuali responsabilità. Ed accertare quali planimetrie erano state messe a disposizione della ditta. La presenza della rete del gas metano erano segnalata? Già nelle prossime ore il magistrato potrebbe assegnare una delega agli investigatori al fine di acquisire documentazione utile ad accertare come si sono svolti i fatti nel cantiere e verificare se ci sono responsabilità. • «I controlli sulle valvole termostatiche dei termosifoni non possono riprendere dall’ oggi al domani, senza che vi sia stata a monte una puntuale campagna informativa a beneficio dei cittadini». In seguito all’ annunciata intenzione di far ripartire le verifiche nelle case dei leccesi, il Codacons sollecita l’ amministrazione comunale a tenere in sospeso gli accertamenti sui termosifoni, un’ attività espletata dalla società Vit nell’ ambito del monitoraggio degli impianti termici. Nei mesi scorsi la Vit aveva avviato delle verifiche legate agli adempimenti di legge rispetto all’ inserimento di valvole termostatiche sui termosifoni di impianti installati a partire dal 2005. Ma le multe elevate ai cittadini e le conseguenti proteste, avevano indotto il Comune a sospendere questo tipo di verifiche. Ora il Codacons torna a ribadire la necessità di un percorso chiaro. «Intanto – dice Piero Mongelli – la normativa riguarda solo gli impianti termici installati a partire dal 2005. Per periodi antecedenti non c’ è obbligo di inserimento delle valvole termostatiche. La sospensione degli accertamenti sui caloriferi – continua – è stata una giusta scelta da parte dell’ assessore all’ Ambiente, Andrea Guid o. Ma i problemi sono rimasti sul tavolo. Bisognava procedere ad una capillare informazione della cittadinanza perché si provvedesse a regolarizzare la situazione». E non è il solo motivo di perplessità da parte del Codacons. «Ho dei dubbi – spiega in proposito Mongelli – che questi controlli possano essere effettuati autonomamente, dall’ oggi al domani. Il Comune può servirsi delle società ma la potestà di controllo resta sempre in capo all’ amministrazione». Il Codacons torna quindi a chiedere all’ assessore Guido di bloccare la ripresa dei controlli, ed avviare una campagna informativa». Ma c’ è una ulteriore puntualizzazione. «Tutti i tecnici del settore rileva – sono concordi nell’ affermare che le valvole termostatiche producono effetti positivi in realtà del centro -nord dove il clima è decisamente più freddo. Nel Meridione queste valvole potrebbero sortire, paradossalmente, un effetto contrario a quello voluto dalla legge».
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