«Stop ai contratti o class action»
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fonte:
- Trentino extra
teleriscaldamento a primiero, carlo boghetto incalza acsm: «se non li ritira, parte l’ azione legale»
PRIMIERO Carlo Boghetto, ex consigliere comunale di Siror, ha inviato ai sindaci, assessori e consiglieri comunali delle amministrazioni locali una lettera aperta con la quale chiede loro di intervenire affinché vengano ritirati i nuovi contratti di fornitura di energia termica agli utenti che Acsm Teleriscaldamento ha attivato nei giorni scorsi. «Diversamente mi farò carico – scrive Carlo Boghetto – di attivare una “class action” (cioè un’ azione collettiva legale condotta da più soggetti) nei confronti di Acsm Teleriscaldamento tramite il Codacons, l’ associazione per la difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori». L’ ex consigliere si rivolge direttamente agli amministratori: «Acsm è una società municipalizzata, di proprietà delle amministrazioni comunali, che ne devono rispondere anche e soprattutto nell’ ottica di tutelare le fasce più deboli della popolazione. Come potete accettare in silenzio una operazione che va a danneggiare la stessa popolazione che vi ha eletti e che sta già pagando anni di malgoverno locale con una crisi occupazionale senza precedenti?». E Boghetto spiega il suo disappunto: «Che la situazione di Acsm Teleriscaldamento non sia delle più floride è di pubblico dominio: in fondovalle i nuovi contratti di allacciamento sono inferiori al previsto, mentre a San Martino la preoccupante crisi del turismo riduce, di anno in anno, i consumi delle utenze e il malumore, specie delle attività alberghiere, sta crescendo; più d’ uno minaccia di staccarsi ed installare una caldaia privata a pellet o cippato, finanziandola, almeno in parte, con la restituzione della cauzione a suo tempo versata per l’ uso dello scambiatore, che nel caso di utenze importanti supera i 20.000 euro. Ma vi sono dati oggettivi che fanno riflettere: all’ inizio del 2014 si comprava il gasolio per riscaldamento a 1,4 euro al litro, mentre, a San Martino Ecotermica vendeva il kW del teleriscaldamento 0,11555; a fine 2015, con il gasolio sotto ad 1 euro al litro, Acsm forniva il kW del teleriscaldamento sempre a 0,11555 euro. C’ è da dire che i contratti stipulati a suo tempo all’ art 5 dicevano: le tariffe vengono determinate in base al criterio di equiparazione del costo del calore fornito da un impianto a gasolio, diminuito quanto meno del 20%”. Va detto che molti avevano adottato tale sistema di riscaldamento proprio in ragione del promesso, nonché espressamente contrattualizzato, risparmio economico, che ora però viene spazzato via, ad esclusivo vantaggio del fornitore». Infatti, Acsm ha inviato agli utenti una lettera con la quale comunicava di «presentare una modifica unilaterale del contratto di fornitura in essere, con applicazione dal giorno 1 luglio 2016, sopprimendo l’ artico 5 e proponendo due opzioni: una “standard” (consigliata ai clienti con consumi elevati) che verrà applicata in automatico ai prelievi successivi alla data del 1 luglio 2016, senza necessità di far pervenire agli uffici della scrivente Società alcuna comunicazione ed una “consumo minimo” (consigliata ai clienti con consumi limitati, domestici); in questo caso si dovrà compilare, sottoscrivere e consegnare l’ apposito modulo, che si potrà trovare presso i nostri sportelli».
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