13 Settembre 2007

Stop ai consumi contro i rincari di prodotti e tariffe

Di GIOVANNI LOMBARDO È IL PIATTO “principe“ che troneggia da sempre sulle tavole italiane. Ma oggi i “pastasciuttari“ dovranno farne a meno, dovranno fare astinenza e resistere alla tentazione di spaghetti all`amatriciana, penne all`arrabbiata e rigatoni al ragù. La pasta, infatti, da succulenta pietanza, diventa per un giorno il simbolo della protesta contro l`aumento di prezzi e tariffe. Rincari che, stando ai calcoli delle associazioni dei consumatori, comporteranno un stangata da 712 euro per le famiglie italiane. Scatta oggi lo sciopero della spesa indetto da Adoc, Adusbef, Federconsumatori e Codacons. E ci sarà anche la Coldiretti, l`organizzazione che rappresenta gli agricoltori, mentre Confagricoltura si è tirata fuori perché “simili iniziative, per quanto legittime, sono poco utili, e addirittura controproducenti“, ha dichiarato il presidente Federico Vecchioni. Pane e pasta sono tra i prodotti alimentari che stanno registrando rincari maggiori. L`aumento che di anno in anno e senza interruzioni subisce il prezzo del pane, denunciano le associazioni dei consumatori, rivela speculazioni inaccettabili: dal 1985 ad oggi, più 750 per cento in più. Ma il grano, afferma chi lo semina e lo raccoglie, è persino più economico: 23 centesimi al chilo ventidue anni fa, un centesimo in meno adesso. “C`è un divario enorme tra il prezzo alla produzione e quello alla vendita, al dettaglio“, è l`accusa. I produttori di pasta si difendono. Secondo l`Unipi (Unione industriale pastai italiani) il prezzo della pasta, se si considera l`inflazione “non è aumentato di molto negli ultimi quindici anni“. È il prezzo del grano, sottolinea il vice presidente dell`associazione Furio Bragagnolo, “ad essere aumentato. La causa è strutturale: è cresciuta, infatti, la domanda, dovuta anche al suo utilizzo per le biomasse, ma è diminuita l`offerta“. Gli aumenti in atto, quindi, alla fine saranno compresi fra 12-14 centesimi per un prezzo finale che, a seconda della qualità, oscillerà da 0,43 a 0,95 euro al pacco da mezzo chilo di pasta. Il Governo annuncia controlli contro le speculazioni. Ma questo non basta alle associazioni dei consumatori che non fanno marcia indietro: chiedono un blocco immediato di prezzi e tariffe e invitano i politici a imitare il ministro della Giustizia Clemente Mastella, che ha scelto di abbracciare la protesta astendendosi dal consumo della pasta. Oggi alle 10,30 si terrà la manifestazione davanti a Montecitorio e, alle 12, i presidenti delle quattro associazioni dei consumatori saranno ricevuti dal presidente dell`Antitrust Antonio Catricalà a piazza Verdi, dove saranno regalati ai cittadini pasta, pane e latte. Per aderire allo sciopero basterà rinunciare ad almeno un acquisto durante tutta la giornata, precisano le associazioni, che forniscono alcuni consigli pratici da seguire: evitare di fare la colazione al bar, portarsi pranzo e merenda da casa, rinunciare a sigarette e parrucchiere, evitare il taxi e preferire i mezzi pubblici, rinunciare a cinema, teatro e ristorante, limitare l`uso di cellulare, internet e apparecchiature elettroniche, non effettuare operazioni in banca se non strettamente necessarie. E ovviamente, non comprare e consumare pastasciutta. [email protected] giovedì 13 settembre 2007.

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