21 Luglio 2019

Stop ai bebè sui social network Mantova ha fatto da apripista

MANTOVA In un paese afflitto dalla denatalità e insicurezza economica la frase “i figli sono la ricchezza dei poveri” diventa, paradossalmente, sempre più attuale. Se un tempo la nenia autocelebrativa del figlio “più bello, bravo ed intelligente” era riservata ai meri chiacchiericci dei corsi pomeridiani sportivi, ora, con l’ avvento dei social network, non c’ è più scampo: le foto dei bambini sono ovunque. Ma il paese della cuccagna potrebbe avere vita breve: Codacons dice stop a questo tipo di comportamenti, presentando un’ esposto alla Procura della Repubblica di Roma, al Garante della Privacy nonché a quello dell’ infanzia. “Sulle piattaforme – scrive Codacons – sono sempre più di sovente pubblicati contenuti che immortalano minori, finanche neonati, ritratti talvolta seminudi o in pose o situazioni ambigue ed allusive, con il risultato di trasformare gli spazi virtuali in un postribolo in cui i più piccoli potrebbero rimanere vittime dell’ illecito trattamento dei propri dati personali, nonché, ancor peggio, di fattispecie di reato ben più gravi. Immagini che immortalano minori in tenera età, senza l’ adozione di alcun tipo di accorgimento, ai soli fini esibizionistici o di lucro». Non solo. Codacons ha richiesto di verificare il configurarsi di eventuali illeciti e responsabità; con una lettera all’ azienda , l’ associazio ne richiede di intervenire sospendendo la pubblicazione su Fb e Insta gram di tutte le immagini ritraenti minori. Mantova docet, si potrebbe dire: risale a gennaio 2019 la decisone dei giudici, su impulso del legale Camilla Signorini, di inserire il divieto della pubblicazione delle immagini dei figli minori sui social. «Anche il Codacons, recependo la giurisprudenza del nostro Tribunale, si schiera dalla parte dei minori e chiede l’ in tervento ai garanti e ai social – com menta Camilla Signorini – abbiamo a che fare con genitori che pubblicano giornalmente le foto dei propri figli minori dimenticando anche il rischio a cui li sottopongono: gli hashtag facilitano la diffusione delle immagini al pubblico degli interessati, le norme contrattuali durante la registrazione ai social autorizzano il riutilizzo del contenuto». Antonia B.Baroni.

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