16 Marzo 2010

Stop agli occhialini 3D al cinema “Vietati ai bimbi sotto i 6 anni”

ROMA – SPOPOLANO i film in 3D, per la gioia dei nostri occhi, ma attenti alle… congiuntive. Pellicole come Avatar , le avventure di Alice in the Wonderland , e la favola della casa trasformata in dirigibile di Up , per non parlare di alcuni tra i più osannati film di Natale, hanno riservato qualche spiacevole inconveniente ai bambini piccoli. Che sotto i 6 anni, d’ ora in poi, non saranno ammessi alle proiezioni nelle sale che richiedono l’ uso degli occhialini. Limitazioni anche per gli adulti: le sale dovranno assicurare agli spettatori, per motivi igienici, forniture monouso. Le misure sono state introdotte su parere del Consiglio superiore di Sanità dopo la richiesta del Codacons che aveva ricevuto segnalazioni (senso di stordimento e arrossamenti) da parte di spettatori grandi e piccoli. IL SUCCESSO dei film in 3D è esploso negli ultimi mesi. La nuova tecnologia di ripresa a tre dimensioni è in grado di offrire una esperienza senza precedenti. Ma per assistere alla scena occorre indossare lenti speciali. E dietro agli occhialini dati in prestito, e il più delle volte restituiti al termine della proiezione per essere poi riciclati, si nasconde l’ insidia. I germi che si posano sulla plastica possono diventare veicolo di contagio passando di mano in mano se non adeguatamente sterilizzati. «Abbiamo lanciato l’ allarme sui pericoli legati all’ uso indiscriminato di occhiali per visione tridimensionale – afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons – perché alcuni spettatori, dopo la visione, avevano lamentato nausea, mal di testa e vertigini. Una nostra indagine ha poi rivelato che le lenti distribuite al cinema erano sprovviste di marchio di qualità e riciclate, e richiedevano precauzioni di tipo igienico». Dopo l’ esposto è arrivato il parere collegiale dell’ organo tecnico del ministero, presieduto dal professor Enrico Geraci, che, sentita la relazione dell’ oftalmologo Mario Stirpe, ha controindicato l’ uso degli occhiali 3D per i bambini al di sotto dei 6 anni di età («qualche disturbo funzionale può insorgere in tenera età. Ci possono essere strabismo o ambliopia non diagnosticate, come pure fasi di riabilitazione del visus»), limita il tempo di visione per tutti gli altri, e raccomanda di utilizzare prodotti sterili per evitare di passare gli occhiali da una persona all’ altra come avvenuto anche più volte nella stessa giornata. DA OGGI dunque, nei cinema, ci saranno più cautele, ma i film continueranno a offrire emozioni come sempre. «Pur avendo il Consiglio Superiore di Sanità accolto parte delle richieste – conclude il presidente del Codacons – non siamo soddisfatti. Gli occhialini 3D, a differenza di quanto sostiene il Consiglio, devono considerarsi a tutti gli effetti occhiali, e come tali possedere il marchio CE. Ci rivolgeremo per questo alle Procure della Repubblica di tutta Italia». Di diverso avviso Paolo Protti, presidente dell’ Anec, l’ Associazione esercenti cinematografici: «Mi sembra un eccesso di zelo tipicamente italiano – dichiara Protti – noi già sconsigliavamo la visione dei film 3D ai più piccoli, mentre per quanto riguarda la conformità degli occhiali avevamo acquisito da tempo pareri autorevoli di professori di oftalmologia, del tutto positivi riguardo l’ utilizzo di questi dispositivi». Nel buio delle sale, intanto, i carabinieri dei Nas, che hanno già sequestrato più di settemila paia di occhialini, continueranno a vigilare.
 

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