4 Agosto 2010

Stop agli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi

Stop agli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi. Conferma il Consiglio di Stato quanto già deciso, la scorsa settimana, dalla sentenza del Tar del Lazio contro le disposizioni stabilite dalla Manovra accogliendo i ricorsi presentati dalla Provincia di Roma (insieme a 41 Comuni, alla provincia di Rieti e al Codacons) ma anche dal Comune di Fiano Romano e dalla Provincia di Pescara. Lo fa la IV sezione respingendo il ricorso di «intervenire d’ urgenza» formulato dall’ Anas e dalla presidenza del consiglio che chiedevano «misure cautelari provvisorie» nei confronti dell’ ordinanza sospensiva degli aumenti effettuata dal Tar. Palazzo Spada mantiene, invece, il blocco agli aumenti su autostrade e raccordi autostradali in gestione dell’ Anas, poi fissa per il 31 agosto la discussione dell’ istanza cautelare in camera di consiglio. Esulta il presidente della Provincia di Roma, Zingaretti, capofila dei ricorsi. «Adesso, al più presto, l’ Anas si adegui alla decisione presa dal Tar e confermata dal Consiglio di Stato di diminuire i pedaggi perché chi amministra la cosa pubblica deve rispettare la legge senza atteggiamenti servili con i potenti e lassisti con le persone normali». Ma corrono, ancora, le tariffe maggiorate sulla tangenziale di Napoli come sull’ A3. Se si va, infatti, da Salerno a Napoli con l’ A3 si continua a pagare due euro, se si percorre l’ A30 da Mercato San Severino a Caserta Sud si continuano a sborsare 4,20 euro. E sfrecciano ancora gli aumenti anche sulle tratte brevi, quelle tra i cinque e i dieci chilometri – quelle che pesano di più nelle tasche dei pendolari – come, per esempio, da Cava dei Tirreni e da Nocera fino a Salerno dove la tariffa è pari a due euro per le auto e arriva a 2,60 per i bus e i furgoni. E da Nola a Mercato San Severino si è passati da 2,20 a 2,70 mentre da Caserta sud a Mercato San Severino da 3,40 a 4,20 euro. Un quadro drammatico soprattutto per i piccoli autotrasportatori che hanno subìto aumenti del pedaggio per ogni asse in più del proprio automezzo. Non si è, infatti, innescata alcuna retromarcia sugli aumenti dei pedaggi. «Non abbiamo ricevuto ancora alcuna comunicazione in merito da parte dell’ Anas – spiega Gennaro Guida, responsabile delle relazioni esterne della società Autostrade meridionali – siamo in attesa di istruzioni in quanto, così come è accaduto per le maggiorazioni, le concessionarie hanno l’ obbligo di attenersi alle decisioni dell’ Anas». Stessa storia su tutti gli altri tratti autostradali. Autostrade per l’ Italia e tutte le società concessionarie che hanno applicato, dal primo luglio scorso gli aumenti dei pedaggi a favore dell’ Anas – come disposto dal decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 25 giugno scorso – «restano – spiega Atlantia – in attesa di istruzioni» da parte dell’ Anas. Esplode furiosa la polemica. «Gli aumenti da oggi sono illegittimi» sbottano il capogruppo dell’ Idv in commissione Finanze, Elio Lannutti, e il Codacons che ha già avviato una segnalazione alle procure di Roma, di Rieti e di Pescara. «Gli utenti conservino tutte le ricevute: vanno presentati i rimborsi all’ Anas» gli dà man forte l’ Adiconsum. Minaccia il Pd denunce contro l’ Anas in Procura per «appropriazione indebita e truffa» se non verranno subito annullati gli aumenti mentre invita il ministro dei Trasporti Altero Matteoli ad intervenire subito il capogruppo del Pd in commissione Trasporti, Michele Meta per «imporre subito il ripristino delle vecchie tariffe in modo da evitare indebiti e illegittimi aggravi di spesa per i cittadini». Sottolinea il governatore del Lazio, Renata Polverini, come fosse ingiusto quell’ aumento dei pedaggi «soprattutto per i tanti pendolari» e invita l’ Anas «ad adeguarsi ai pronunciamenti della magistratura amministrativa». Ma l’ Anas, per ora, non si smuove. Forse è al lavoro per approfondire gli aspetti legali, forte anche del fatto che della questione il plenum del Consiglio di Stato ne discuterà solo il 31 agosto e della mancata notifica ufficiale dell’ ultimo provvedimento: una volta consegnato, infatti, prevede l’ applicazione della decisione dei giudici entro 24 ore.

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