5 Luglio 2002

«Stop agli acquisti per protesta»

L`inarrestabile corsa dei prezzi

«Stop agli acquisti per protesta»



PERUGIA ? Una bottiglietta di minerale costava 1300 lire. Ora ci vuole un euro. Per noleggiare una videocassetta bastavano cinquemila lire. Ora servono tre euro. Un pacchetto di gomme da masticare si comprava con mille lire. Oggi occorre sborsare settanta cent. Tre piccoli esempi, questione di pochi spiccioli. Ma giorno dopo giorno, arrotondamento dopo arrotondamento, centesimo dopo centesimo, i soldi nelle case dei perugini non bastano più. L`euro s`è mangiato una bella fetta di stipendi mandando sottosopra i bilanci familiari.
Le associazioni dei consumatori sono convinte di trovarsi davanti ad una sorta di «truffa» legalizzata. Tutti i prezzi, denunciano, sono stati pompati verso l`alto in questi primi sei mesi di funzionamento della moneta unica. E ora scatta la prima rivolta dei clienti. Oggi, anche a Perugia, è il giorno dello «sciopero degli acquisti». Le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) invitano la gente a non comprare nulla per ventiquattr`ore, come segno di protesta civile nei confronti di chi avrebbe sfruttato l`arrivo dell`euro per svuotare le tasche dei cittadini.
Seicento euro in più in un anno per famiglia media: è questo lo sbilancio calcolato per il 2002 dai promotori dello sciopero bianco. Che segnalano rincari generalizzati di questo livello: 29 per cento nei trasporti pubblici, 10 per cento per cinema e spettacoli, 20 per cento per i prodotti ortofrutticoli (ma i casi limite arriverebbero al 30%), 25 per cento per l`abbigliamento, 10 per cento per il caffè, 15 per cento per la carne di vitello.
«In questi mesi abbiamo ricevuto decine di proteste e segnalazioni ? segnala Angelo Garofalo, dell`Aduc-Uil ? e i dati perugini non si scostano da quelli nazionali. Anche nella nostra città si registrano aumenti di simile livello. Qualche tempo fa, tutte le associazioni dei consumatori perugine chiesero l`intervento del Prefetto per bloccare quella che ormai è una tendenza selvaggia, con gli aumenti che hanno colpito anche beni primari. Le autorità però sono rimaste con le mani in mano e allora noi partiamo con questa iniziativa di protesta alla quale farà seguito una grande manifestazione regionale».
La fascia di prodotti più colpita dai rincari sarebbe quella a basso costo, da mille a trentamila lire. Piccoli incrementi che però, alla fine, sgonfiano inesorabilmente i conti correnti.
Enzo Santucci, assessore comunale al commercio, tenta una difficile mediazione. «Il Comune di Perugia effettua i rilevamenti sui prezzi per conto dell`Istat, in quanto noi siamo una delle città campione per l`inflazione. E devo dire che gli aumenti riscontrati dopo l`avvento dell`euro sono stati nei limiti. Insomma: non mi pare ci siano state speculazioni particolari. Esiste, però, un reale logoramento del potere d`acquisto delle famiglie, dovuto più che altro al generale ristagno dell`economia. Questo, più che l`euro, mi sembra il problema davvero serio e preoccupante».

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