21 Agosto 2009

STOP AD AUTOVELOX SELVAGGI, LI GESTIRA’ SOLO LA POLIZIA

    CODACONS: MARONI PARTORISCE UN TOPOLINO GIA’ VISTO !!! IL CODACONS CHIEDE DI TOGLIERE I SEMAVELOX AI COMUNI

    Il Codacons considera l’iniziativa del ministro Maroni insufficiente per dare uno stop all’autovelox selvaggio, per non dire ripetitiva. E’ un bene che a gestire  questi dispositivi siano soltanto le forze dell’ordine, escludendo l’appalto a società private. Ma non basta! In primo luogo perché questa disposizione è già di fatto contenuta nell’art. 345 del regolamento del codice della strada che stabilisce che “per l’accertamento delle violazioni ai limiti di velocità, le apparecchiature … devono essere gestite direttamente dagli organi di polizia stradale …, e devono essere nella disponibilità degli stessi”.  In secondo luogo perché la vera novità sarebbe se a gestire queste apparecchiature, sia autovelox che semavelox,  fossero solo i Prefetti  e la Polizia stradale e non anche i vigili urbani, costretti dai sindaci a far cassa.
    Anche rispetto agli agguati da parte di pattuglie nascoste per rilevare la velocità il ministro ha fatto bene a ribadire che la loro posizione  deve essere segnalata da apposite indicazioni. Il Codacons ricorda però che già il regolamento dell’art. 43 del codice della strada obbliga gli agenti di polizia stradale quando operano sulla strada ad essere visibili a distanza e numerose disposizioni (decreto legge 3 agosto n. 117, decreto 15 agosto 2007, circolare del ministero dell’Interno del 3 agosto 2007) stabiliscono che le postazioni di controllo devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, (“le postazioni mobili di controllo dovranno essere segnalate ricorrendo ai dispositivi luminosi presenti sui veicoli di servizio che dovranno essere posizionati ad almeno 400 m. dal punto in cui è collocato l’apparecchio di rilevamento della velocità e che, anche con un messaggio variabile, dovranno recare le seguenti iscrizioni: «controllo di velocità» ovvero «rilevamento di velocità».
    Il primo problema, quindi, è far rispettare il codice della strada già esistente, spesso violato proprio da chi dovrebbe farlo applicare, come sindaci e vigili urbani.
    Rispetto alle regole da cambiare, invece, il Codacons evidenzia come l’obbligo di  indicare la presenza dell’autovelox sia del tutto vanificata dal fatto che non c’è comune italiano che non abbia un cartello con scritto controllo della velocità anche se non ha mai visto un autovelox in vita sua. Milioni di indicazioni equivalgono a nessuna indicazione!!!! Di seguito le richieste che il Codacons fa al ministro Maroni se davvero vuole aumentare la sicurezza: • Rimozione di tutti i cartelli che indicano la presenza di un autovelox, quando questo non è effettivamente presente e attivo;
    • Ordinare a tutti i Prefetti, troppo spesso indifferenti, la rimozione immediata di tutte le strumentazioni illegali presenti sul territorio di loro competenza, dagli autovelox non segnalati ai semavelox collegati con la velocità dei veicoli, dagli autovelox che non scattano la prima foto con il veicolo collocato prima della linea d’arresto a quelli che hanno una durata del giallo troppo breve;
    • Possibilità di installare semavelox solo previa autorizzazione del Prefetto, togliendo la illegale disparità tra postazione fissa di autovelox e semavelox;
    • Modificare l’art. 41 del Codice della Strada ed il suo regolamento attuativo, stabilendo che il giallo duri minimo 4 secondi,  5 secondi nel caso sia presente il semavelox.
    • Modifica all’art. 208. Tutti i proventi delle multe devono essere destinati al potenziamento e miglioramento della segnaletica e all’educazione stradale e non il 50% come attualmente previsto o per finalità strane come le assunzioni stagionali.

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