11 Luglio 2014

Stipendi-costo della vita, siamo in coda

Stipendi-costo della vita, siamo in coda

«Sono anni che la situazione degrada, a causa della progressiva caduta occupazionale, della chiusura di industrie e alberghi, dell’ invecchiamento della popolazione e dell’ esodo delle nuove generazioni in cerca di lavoro. Ormai, nella maggior parte dei casi, gli enti pubblici e le amministrazioni locali sono rimasti i maggiori datori di lavoro». A dirlo è l’ Assoutenti di Savona, che ha sede a Borghetto, insieme ad altre associazioni dei consumatori, in seguito alla ricerca effettuata dall’ università Bocconi, dall’ Istituto Universitario Europeo e dall’ Università di Berkeley, secondo la quale la provincia di Savona si pone «all’ ultimo posto in Italia nel rapporto stipendi-redditi e costo della vita». Dice Gian Luigi Taboga (Assoutenti): «Praticamente risulterebbe che in provincia, dove l’ interesse maggiore è quello di garantire vacanze e divertimento ai turisti e seconde case per vacanza, spesso con residenze di comodo, il tenore di vita dei residenti effettivi è sulla soglia della povertà o la ha già abbondantemente superata. A prescindere dalle ricerche universitarie, la situazione, palese anche ai profani di economia, sembra lasciare pressoché indifferenti gli organi competenti e i responsabili dei settori economici, politici e amministrativi». Aggiunge Maria Laura Ragazzi (Assoutenti): «La nostra associazione è testimone che quanto afferma la ricerca ha purtroppo motivi di ampia credibilità, visto il ricorso presso i nostri sportelli per una infinita quantità di casi assimilabili a un degrado economico che sembra inarrestabile. Le conseguenze sono le insolvenze nei settori più diversi: affitti, spese condominiali, rate di mutui, oneri assicurativi, bollette dei servizi essenziali, restrizione spese mediche e dentistiche e svago, anche per pratiche prima usuali come gite scolastiche, iscrizioni a corsi sportivi o a mense scolastiche e campi solari». Commenta Tiziana Massetti (Casa del Consumatore): «La crisi economica nella nostra provincia ha portato famiglie che prima riuscivano a vivacchiare a trovarsi da un momento all’ altro in mezzo a una strada. In famiglia, se non c’ è almeno un pensionato, è sempre più a rischio la possibilità di pagare l’ affitto, e i proprietari, oltre ad aver a che fare con una morosità in crescita, che determina un aumento degli sfratti, spesso debbono rinunciare all’ adeguamento Istat o sobbarcarsi essi stessi gli oneri per le spese condominiali. Non ci risultano interventi sufficienti per una reale inversione di tendenza». Conclude Marco Perlo (Codacons): «L’ economia stenta a ripartire determinando per i cittadini e le famiglie un ridotto potere d’ acquisto e il fenomeno oggi si riassume in tre sfruttatissime parole: le nuove povertà. Spesso gli anziani sono obbligati a centellinare gli acquisti rinunciando al necessario, con pasti frugali e con apporti nutritivi sempre più miseri. Il ricorso all’ assistenza della Caritas sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti: non solo vi ricorrono i classici clochard, ma sempre più spesso anche famiglie che non riescono a cucire il pranzo con la cena, pensionati e anche professionisti rimasti senza occupazione che debbono scegliere se mangiare o pagare l’ affitto».
marina beltrame

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