25 Luglio 2016

Stipendi Rai, il Codacons annuncia un esposto alla Corte dei Conti

Stipendi Rai, il Codacons annuncia un esposto alla Corte dei Conti

 

   di Alessia Tripodi La questione degli stipendi di giornalisti e dirigenti Rai finisce davanti alla Corte dei Conti: il Codacons presenta infatti oggi una denuncia alla magistratura contabile in seguito alla pubblicazione on line degli «abnormi compensi elargiti dalla rete di Stato ai propri dipendenti». «È una vergogna nazionale – tuona l’associazione, che ora vuole verrificare se sussista anche «un danno erariale, visto che gli stipendi vengono pagati con i soldi del canone».

Codacons: stipendi da oltre 200mila euro senza incarico
«Numerosi direttori Rai guadagnano stipendi superiori ai 300mila euro annui, e molti altri hanno compensi compresi tra i 200 e i 300 mila euro» attacca il presidente del Codacons Carlo Rienzi. «Già questo basterebbe per gridare allo scandalo – aggiunge -ma c’è dell’altro: secondo quanto riportato in queste ore dai mass media, una folta schiera di giornalisti e manager della rete percepirebbe stipendi tra i 205 e i 240mila euro annui senza ricoprire alcun incarico: in buona sostanza vengono pagati per non lavorare».
«Di sicuro siamo di fronte ad una vergogna nazionale – prosegue Rienzi – ora però il Codacons vuole andare a fondo e capire se si configuri o meno anche una forma di danno erariale, dal momento che gli stipendi Rai vengono pagati con i soldi dei cittadini raccolti attraverso il canone. Per tale motivo presentiamo oggi stesso un esposto alla Corte dei Conti, affinché acquisisca i dati sui compensi di direttori, manager e giornalisti Rai, e verifichi la congruità degli stessi con particolare riferimento ai soggetti che nell’azienda non svolgono alcuna funzione pur percependo regolare stipendio. Chiediamo inoltre alla Corte – aggiunge il presidente – di trasmettere alla Procura della Repubblica gli atti governativi che autorizzano il superamento dei tetti massimi ai cachet previsti dalla legge».

Il ministro Poletti: «Sì a tetto stipendi»
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si è detto d’accordo con il premier Matteo Renzi che ha proposto un tetto agli stipendi per chi lavora in Rai. «Noi abbiamo una regolazione generale che abbiamo introdotto e riguarda la pubblica amministrazione» ha affermato Poletti, aggiungendo che «io credo che per chi lavora nel pubblico e lavora con risorse come il canone ci debba essere una regolazione, quindi io su questo sono d’accordo» con Renzi.

«Vergogna stipendi», botta e risposta Pd-M5S
«Questa battaglia non la lascio a Di Battista e Di Maio. Il Partito democratico l’ha fatta cinque anni fa denunciando gli stipendi dei dirigenti Rai e lo scandalo
di chi li prendeva non facendo niente. Adesso Campo Dall’Orto ha il dovere di trovare una soluzione al problema». Lo ha detto il presidente del Pd, Matteo Orfini, sottolineando che «in Rai ci sono persone che hanno quelle buste paga solo grazie al rapporto incestuoso con la politica» e ora «i vertici devono trovare una soluzione a questa palese vergogna».
Gli risponde il deputato Cinquestelle Alessandro Di Battista con un post su Facebook: «Oggi e’ uscito dalla naftalina persino Orfini – scrive – e sapete che ha detto? Ha detto che gli stipendi dei dirigenti Rai sono vergognosi. Parla come se stesse all’opposizione. Sapete chi ha nominato questi dirigenti? Il governo Renzi ovviamente. Questi personaggi confidano nella nostra distrazione, confidano nel caldo estivo».
E sempre dai Cinquestelle il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, afferma che « a prescindere se abbia un ruolo apicale o meno, chi non lavora e prende uno stipendio alto per me è sempre licenziabile».

Salvini: «Privatizzare la Rai»
Mentre il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini è convinto «che il futuro della Rai sia una privatizzazione», che le consenta di «essere messa sul mercato in competizione. Il canone in bolletta è stata la ciliegina su una torta andata a male».© Riproduzione riservata

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