19 Gennaio 2017

STIPENDI PUBBLICI: LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO ACCOGLIE LA DIFFIDA PRESENTATA DAL CODACONS E SI IMPEGNA A CHIUDERE IL NUOVO CONTRATTO COLLETTIVO

    STIPENDI PUBBLICI: LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO ACCOGLIE LA DIFFIDA
    PRESENTATA DAL CODACONS E SI IMPEGNA A CHIUDERE IL NUOVO CONTRATTO
    COLLETTIVO

    AL TAR DEL LAZIO PRESENTATO IL DOCUMENTO DEL DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA CHE NEGA PERO’  RISARCIMENTI AI LAVORATORI

    INTANTO
    RAGGIUNGE QUOTA 13.000 EURO L’ INDENNIZZO DOVUTO SINO AD OGGI A CIASCUN
    PUBBLICO DIPENDENTE PER RITARDO NELLA STIPULA DEL CCNL

     
     
    Nell’ambito del ricorso al Tar del Lazio promosso dal Codacons in favore dei dipendenti pubblici che ancora non hanno ottenuto il rinnovo del contratto, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in riscontro alle richieste dell’associazione e di oltre 5.000 lavoratori statali che il Codacons rappresenta, ha depositato un documento nel quale ha ammesso il ritardo nell’avvio delle procedure di rinnovo dei contratti collettivi e cercato di giustificarlo, indicando le iniziative sino ad oggi intraprese, negando però il risarcimento per gli 8 anni di ritardo, sanzionati dalla Corte Costituzionale.
    Nella lettera inviata dal Dipartimento Funzione Pubblica al Codacons depositata al Tar, la Presidenza del Consiglio scrive:
    “in riferimento all’oggetto degli atti di significazione e diffida va detto che, pur a fonte della citata sentenza (della Corte Costituzionale, ndr), l’avvio delle procedure contrattuali e negoziali non poteva che presupporre lo stanziamento di apposite risorse economiche. Specifiche previsioni normative, infatti, rispetto al procedimento di contrattazione collettiva nel pubblico impiego, richiedono la previa e necessaria definizione delle disponibilità economiche all’interno della legge di stabilità […] mentre non vi siano i presupposti per il riconoscimento di pretese di indennizzi o risarcimenti per quanto concerne i tempi e le modalità relative alla mancata sottoscrizione fino ad oggi dei rinnovi contrattuali o negoziali”.
    La battaglia avviata dal Codacons prosegue dunque al Tar per far ottenere a oltre 5mila pubblici dipendenti che hanno aderito alla class action dell’associazione, 200 euro di risarcimento per ogni mese di ritardo dal 31 luglio 2015 fino all’effettivo rinnovo del contratto collettivo di settore, e 100 euro di indennizzo per mensilità dovuta, per ciascun anno, dal 2010 al 30 luglio 2015, per complessivi 13.000 euro a lavoratore.
    Tutti i dipendenti pubblici che non hanno ancora avviato azioni risarcitorie, possono far valere i propri diritti aderendo entro i 31 gennaio 2017 al ricorso Codacons, seguendo e indicazioni pubblicate sul sito www.codacons.it

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