25 Settembre 2015

Stent, il Codacons chiede i risarcimenti

Stent, il Codacons chiede i risarcimenti
l’ associazione mette in mora il cannizzaro per i pazienti che hanno ricevuto protesi scadute

Caso stent scaduti al Cannizzaro: nuova azione del Codacons. L’ associazione consumatori, in una nota, ha reso noto di aver messo in mora l’ azienda ospedaliera chiedendo il risarcimento danni per gli stent scaduti installati nelle arterie di alcuni pazienti oggi assistiti dai suoi legali. «L’ associazione attraverso l’ avvocato Carmelo Sardella, dirigente dell’ ufficio legale regionale – si legge nel documento – dopo aver presentato in Procura nel 2014 un dettagliato esposto per gravi irregolarità nello svolgimento delle attività del reparto di Emodinamica e Cardiologia interventistica, rende noto che, in attesa degli sviluppi del procedimento penale in corso, sono state inoltrate le prime richieste di risarcimento danni alla direzione dell’ azienda». Fin qui la nota del Codacons che già da tempo ha aperto numerosi fascicoli su questa vicenda sanitaria che ha contorni molto sorprendenti per non dire sconcertanti. La vicenda scaturì nel marzo del 2013. Allora fu Paolo Cantaro appena insediatosi alla guida dell’ ospedale in qualità di commissario regionale, a esaminare le carte sul caso degli Stent scaduti finiti nelle arterie di alcuni pazienti e a prendere provvedimenti anche per porre fine a una guerra strisciante scoppiata tra due medici dello stesso reparto. Il commissario, dopo aver disposto una indagine interna attraverso la direzione sanitaria, con in mano i risultati conseguiti, nel marzo 2013 denunciò tutto alla magistratura e segnalò il caso anche all’ assessorato regionale alla Salute, provvedendo, al contempo, ad avviare un provvedimento disciplinare interno. Sembra che la direzione del Cannizzaro appurò anche disfunzioni nell’ approvvigionamento di prodotti sanitari e dispositivi medici, con acquisti di materiale in misura non coerente con i volumi di attività del reparto. Inoltre sembra ancora che i massimi dirigenti dell’ azienda segnalarono anche presunte azioni da parte di persone non individuate finalizzate alla modifica dei bollini applicati sulle confezioni degli stent. Dopo la denuncia del commissario, nel 2014 venne presentata in Procura anche quella del Codacons che in questi anni ha raccolto numerose testimonianze di pazienti e parenti in merito alle presunte anomalie riscontrate nel reparto, con la quasi matematica certezza che in alcuni casi vennero installate nelle arterie dei pazienti mini protesi cardiologiche scadute da qualche mese. Il caso degli stent non più idonei per legge, ma ugualmente utilizzati durante gli interventi, sarebbe uno dei filoni del fascicolo dell’ indagine giudiziaria e riguarderebbe non meno di sei pazienti, che a cavallo tra il 2011 e il 2013 furono ricoverati nel reparto ricevendo protesi non più idonee. Le cartelle di questi malati sono state sequestrate dalla Procura nel febbraio di quest’ anno. Fino ad oggi, però, non si sa se queste protesi scadute possono comportare anomalie nei pazienti ai quali sono state installate. La scadenza riguarderebbe soltanto il farmaco a rilascio lento che servirebbe ad evitare che l’ area in cui è stato installato lo stent tenda nuovamente ad ostruirsi. Quindi lo stent, seppure scaduto, secondo il parere di alcuni esperti, continuerebbe a produrre benefici per il paziente. A confermare questa tesi medica ci sarebbero anche i continui controlli medici effettuati al Cannizzaro sui pazienti ai quali sarebbe stato installato uno stent scaduto, pazienti che sino a questo momento sarebbero risultati tutti con i parametri nella norma, ma pur sempre con protesi scadute. Resta anche il fatto che all’ interno del reparto c’ è chi era a conoscenza che le protesi erano scadute, ma ciononostante ha continuato ad utilizzarle con palese violazione delle norme sanitarie. Ora, come ultimo passo di questa vicenda che attende l’ epilogo giudiziario arriva la notizia che i legali del Coda cons hanno messo in mora il Cannizzaro con le prime richieste di risarcimento danni per i pazienti ai quali sono state installate protesi scadute. E d’ un tratto questa vicenda che sembrava da mesi sopita trae nuovi spunti e torna fortemente d’ attualità.
giuseppe bonaccorsi

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