28 Giugno 2019

Stefano Lionetti, AD di TicketOne: “Il biglietto nominale avrà impatto negativo per gli spettatori”

Quali saranno i contraccolpi che l’ introduzione del biglietto nominale avrà per un’ azienda come TicketOne, leader nella vendita dei biglietti per gli eventi musicali. Con l’ approvazione dell’ emendamento alla Legge di Bilancio che si pone come argine alla pratica del secondary ticketing, stando alle intenzioni dei firmatari, chiunque vorrà acquistare un biglietto dovrà farlo dando nome e cognome e non potendolo cambiare senza passare di nuovo per il servizio con cui l’ ha acquistato e, come avviene per i biglietti aerei, pagando un piccolo sovrapprezzo. Abbiamo chiesto a Stefano Lionetti, Amministratore Delegato di TicketOne, di spiegarci cosa avverrà per la sua azienda e per il mercato. Qual è la posizione di TicketOne per quanto riguarda questo cambiamento Da sempre ci siamo espressi nel senso che questo provvedimento sulla nominatività dei biglietti non riteniamo sia efficace nel combattere il fenomeno e questa è la nostra posizione fin da quando all’ inizio del 2017 ci sono state le audizioni parlamentari, c’ è stata la prima parte della legge e abbiamo sempre seguito e accompagnato tutti i processi a tutti i livelli sia politico che dell’ agenzia delle entrate e della Siae. La dimostrazione del fatto che questa cosa non ha efficacia sta nel fatto che gli ultimi concerti che sono stati fatti nominativi hanno visto comunque i biglietti sui siti di secondary marketing e quindi la nostra posizione è che essendo stata fatta una legge, che è un’ ottima legge, che vieta con molta precisione la vendita dei biglietti a un valore superiore a quello nominale che si debba intervenire sul fenomeno in quanto tale, senza dover andare per questo a colpire i consumatori sia da un punto di vista di facilità di acquisto, facilità di accesso agli eventi, sia di invasività in termini di dati che vengono prelevati. Bisogna andare dritti dritti dove c’ è il fenomeno, anche perché esiste una legge che dice che questa cosa non si può fare, c’ è un ente che è preposto per dare delle sanzioni che sono pecuniarie, ma poi comportano dei divieti e eventualmente l’ oscuramento dei siti e noi ci siamo fatti parte dirigente e abbiamo fatto un esposto all’ AGCOm, la cosa incredibile è che a sei mesi dall’ inizio della legge e a tre mesi dal nostro esposto, che poi è stato seguito da Assomusica, da Codacons e l’ Agcom non abbia fatto nulla. Alla luce del sole ci sono dei siti che vendono biglietti a prezzi maggiorati e questo è contrario alla legge. Quali sono stati i vostri suggerimenti per migliorare la legge? Per noi la legge non deve essere migliorata nei termini in cui vieta questo fenomeno, tenga conto che oggi ci sono tre siti di secondary market che vendono, uno dei quali appartiene a eBay – quindi è cosa nota e rintracciabile – insomma non parliamo di banditismo o cose offshore, quindi nella misura in cui la legge vieta questa cosa, questa cosa non può esistere: così come si vietano i siti di pirateria musicale o di pedofilia, alo stesso modo si vietano i siti di secondary market. Questa è una cosa che sta nei poteri di AgCom, sia in termini sanzionatori che di oscuramento dei siti. Io ritengo, siccome questi siti sono professionali, di società non accadrebbe in termine di oscuramento, come nel caso della pirateria per cui questi siti appaiono e scompaiono in continuazione sotto fattispecie diverse, se a eBay viene notificato che non può fare questo lavoro e che il suo sito sarà oscurato, secondo me smettono di farlo Come sarà possibile acquistare biglietti nominali sui siti di secondary ticketing? I biglietti sono nominativi ma si deve anche tutelare il consumatore, quindi è possibile fare dei cambi di nominativo che consentono a chiunque di collezionare biglietti e poi quando li rivende di modificare i nominativi e di assegnare quelli di coloro che hanno acquistato anche su un sito secondario. Da questo punto di vista poco o nulla cambia, tenendo conto che l’ unica ipotesi che sta dietro al nominativo è che tutti i cambi dei dati nominativi verranno, alla lunga, trasmessi all’ Agcom e questa potrà andare a guardarci dentro, però di TicketOne ci guardiamo dentro tutti i giorni e non è che si veda molto, perché molti di quelli che fanno questo mestiere o lo fanno su piccoli quantitativi o lo fanno con nominativi diversi di persone reali, collezionano un numero di biglietti e poi vanno a rivenderli. Sarà difficile controllare, quindi, secondo voi? Non ci sono molte possibilità di controllare e da tempo diciamo che questo fenomeno non può essere controllato sul mercato primario. Quello che si poteva fare – e molto si è fatto – è stato approntare sistemi di difesa informatica e un servizio di internal auditing che va a spulciare quali sono le indicazioni interne di acquisti che potenzialmente si riferiscono sempre agli stessi soggetti e qualche volta è capitato anche a noi di fare delle cancellazioni. Per voi l’ impatto sarà negativo, insomma Nessuno, ad oggi, può dire che impatto che avrà sul mercato, ora lo vedremo, ma noi ci aspettiamo che sarà abbastanza negativo sia in termini di invasività nei confronti dello spettatore che dovrebbe essere tranquillo nell’ andare a vedersi il suo concerto, anziché stare con l’ ansia del cambio nominativo, sia da un punto di vista dell’ industria che dovrà assorbire un po’ di colpi che deriveranno da questa misura. Però i biglietti nominativi non sono una rivoluzione totale, lo sono, al massimo, per la musica, allo stadio, per esempio, esiste già È un problema di abitudine del consumatore? H aa che fare con l’ abitudine del consumatore ma anche a livello di costi: bisogna tener conto che anche i biglietti dello sport sono soggetti a bagarinaggio online in maniera massiva, quindi la nominatività poco c’ entra col bagarinaggio e non la sconfigge. La nominatività nello sport ha una funzione diversa e più preziosa, perché riguarda la sicurezza nello stadio e l’ incolumità delle persone. Vero è che il pubblico ormai si è abituato a questa cosa e sottolineo che c’ è stato un fortissimo calo nei primi anni di introduzione del biglietto nominale, rispetto al vantaggio che la società ne riceve, però, la questione invasiva in termini di facilità di acquisto, costi del sistema e quant’ altro è disequilibrata. Senta, che piaccia o meno alla fine, però, non potete che adeguarvi. Siete già attrezzati? Noi ci stiamo attrezzando, siamo sufficientemente attrezzati per partire, tenga conto che la normativa parte adesso ma un grosso pezzo della normativa – che il pubblico non vedrà ma costerà molto ai nostri sitemi informatici – partirà l’ 1 febbraio del 2020. Per adesso tutti questi nominativi verranno raccolti ma non saranno neanche trasmessi all’ Agcom, quindi non vedranno nulla, tranne il fastidio del dover cambiare il nominativo nel caso non si possa andare al concerto. Una sorta di periodo di prova, insomma Sì, c’ è tutta una fase di avviamento in cui sicuramente i concerti superiori ai 5000 sarà nominative ma poi il sistema si andrà avviando da qui al febbraio prossimo.
francesco raiola

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