8 Giugno 2003

Stazione vietata ai disabili

Stazione vietata ai disabili



La stazione di Ladispoli è diventata completamente inaccessibile ai portatori di handicap. Disabili in carrozzella, oppure afflitti da seri problemi di deambulazione, non possono infatti arrivare ai binari a causa della presenza di numerose barriere architettoniche. Per accedere ai treni occorre superare un sottopassaggio con scale estremamente ripide, privo di scivoli e passerelle, oppure avventurarsi ad attraversare le rotaie su una apposita pedana. Una situazione che, se prima era difficile e costringeva i portatori di handicap non accompagnati a chiedere l`aiuto del personale ferroviario, da alcuni giorni è diventata un ostacolo insormontabile. Lo smantellamento degli uffici della stazione di piazzale Roma e il trasferimento di tutto il personale ad altri scali del litorale, ha lasciato i disabili senza punti di riferimento, praticamente abbandonati ai loro problemi.
Nonostante siano in possesso di regolare abbonamento, oppure acquistino il biglietto, i portatori di handicap non hanno la possibilità di arrivare liberamente a salire sui convogli. Una situazione mortificante che ha suscitato la protesta del Codacons che ha lanciato roventi accuse alle Ferrovie dello stato.
«Sono anni che segnaliamo questo increscioso disagio – afferma il coordinatore del Codacons, Angelo Bernabei – ma gli enti non si degnano nemmeno di rispondere. Con la scusa delle differenti competenze tra le varie aziende in cui sono state suddivise le Fs, i disabili debbono assistere ad un vergognoso palleggio di responsabilità. Stiamo parlando non di opere immani, bensì di semplici lavori di adeguamento del sottopassaggio che costerebbero poche migliaia di euro. Invece, oltre a non accogliere le istanze delle persone più deboli, le Ferrovie dello stato hanno pensato bene di completare il capolavoro, smantellando tutto il personale nella stazione di Ladispoli dove quotidianamente avrebbero il diritto di viaggiare anche i portatori di handicap. In questi mesi sono scesi in campo per sollevare il problema anche alcuni parlamentari del comprensorio e perfino l`amministrazione comunale ma l`unica risposta ottenuta è stato il silenzio. Porteremo questa battaglia in tutte le sedi istituzionali, è una questione di civiltà e di rispetto verso chi soffre e non deve aspettare il buon cuore di qualche altro viaggiatore per essere accompagnato fino ai treni».
Da notare che di recente il Codacons aveva attaccato le Fs anche per i criteri di installazione delle pensiline sui binari che non riparerebbero adeguatamente dalla pioggia e non sarebbero state completate.


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