9 Novembre 2018

«Stazione cenerentola: una vergogna per la città»

adoc, codacons e codici lecce: «non si può aspettare altri due anni»
«La situazione è indecente. Bisogna intervenire con delle soluzioni tampone per rendere più agevoli gli spostamenti alle fasce deboli. Il divario con le altre città è sotto gli occhi di tutti». Disagi alla stazione ferroviaria: arriva l’ appello dei rappresentanti dei consumatori. Adoc, Codacons e Codici Lecce puntano il dito sulle mancanze strutturali dello scalo salentino e denunciano i disagi incontrati dai viaggiatori, costretti ogni giorno a fare i conti con i limiti di una stazione. Tra le criticità, l’ assenza di ascensori e scale mobili che possano agevolare l’ accesso ai binari. «Queste mancanze ci sono da sempre- sottolinea Christian Marchello, responsabile di Codacons Lecce -. Bisogna almeno cercare di alleviare i disagi registrati da anziani e persone disabili e per fare questo non c’ è bisogno di aspettare altro tempo». A oggi, infatti, la presenza di barriere architettoniche all’ interno della stazione cittadina rendono complicato il viaggio soprattutto alle fasce deboli: non esistono ascensori o scale mobili che facciano arrivare direttamente sui binari e nessun montascale – rimosso da più di un anno – per scendere nel sottopasso e risalire sul binario. A essere messa in discussione è anche l’ incolumità degli utenti. E c’ è chi, infatti, sui social punta il dito sull’ attraversamento pedonale installato direttamente sulle rotaie e che permette il passaggio dal binario 6-7 a quello 4-5, nonostante gli stessi cartelli affissi in bella vista rechino il divieto di attraversare i binari a piedi. La Rete ferrovia italiana fornisce un servizio di assistenza alle persone disabili, anziani e donne incinte ma in pochi si rivolgono alla Sala blu in quanto sconosciuto ai più e poco immediato. Mancanze denunciate anche dall’ ex prefetto di Lecce, Claudio Palomba che qualche settimana fa aveva definito la stazione di Lecce «non degna di una città col flusso turistico che vanta. Sono anni che attendiamo attività di riammodernamento». «Bisogna almeno ripristinare il montascale per l’ accesso ai binari che, tra l’ altro, è previsto per legge – aggiunge Marchello -. L’ ideale sarebbe intervenire per evitare problemi a tutti gli utenti, però la realtà non consente all’ amministrazione di spendere dei soldi per una spesa doppia. Per il breve periodo, si devono garantire spostamenti facili almeno alle persone con disabilità. Per il futuro, quando partiranno i lavori, servirà un minimo di controllo sui tempi. Non vogliamo degli interventi infiniti». Con l’ inizio del nuovo anno, infatti, è previsto l’ avvio del cantiere di ribaltamento della stazione cittadina che dovrebbe portare numerosi benefici ai viaggiatori, tra cui tre nuovi ascensori per accedere ai sottopassi pedonali, a cui si dovrebbero aggiungere quelli promessi da Rfi per rendere ancora più fruibile la stazione. «Mentre altre zone sono migliorate in termini di arredo urbano e servizi, la stazione è rimasta una cenerentola – afferma Alessandro Presicce, presidente di Adoc -. Non ci sono solo problemi di fruibilità dei binari. Lo slargo di fronte alla stazione è sciatto, la delimitazione degli spazi è indegna per una qualsiasi città non solo turistica. Basta fare un paragone con le vicine Bari e Brindisi per capire che Lecce da questo punto di vista è rimasta indietro. Non possiamo aspettare il progetto di ribaltamento. Lo spazio antistante la stazione sarà comunque un punto di accesso alla città. Si può iniziare a far qualcosa da subito». Sulla stessa linea Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce: «I servizi offerti sono quasi nulli. È triste viaggiare e notare la differenza. Tra Lecce e le altre città italiane c’ è un abisso in termini di pulizia e servizi infrastrutturali offerti. Quando partirà il progetto si dovrà vigilare affinché vengano rispettati i tempi previsti. Non possiamo più permetterci di perdere tempo». S.D.C.

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