7 Marzo 2002

Statua di Padre Pio che piange

A Palermo c`è statua abusiva




MESSINA La notizia si è diffusa a Messina martedì sera, e nel giro di pochi minuti ha fatto il giro della città. E poi di tutta la Sicilia, che è in subbuglio. Così, poco prima di mezzanotte, circa duemila persone erano già accorse in preghiera davanti alla statua di Padre Pio che, secondo alcuni testimoni, lacrimava sangue.
Un pellegrinaggio che – hanno potuto verificare i telespettatori di Antenna Sud che ha mandato in onda in diretta il flusso di fedeli – è proseguito ieri per tutta la giornata, tanto da costringere carabinieri e vigili urbani a intervenire per regolare l` afflusso in viale Regina Elena, una delle strade principali di accesso alla città. La zona è stata presa d`assalto da migliaia di fedeli, che hanno continuato ad affollarsi davanti alla statua, malgrado l` invito «alla cautela e alla prudenza» da parte dell` arcivescovo di Messina, Giovanni Marra.
Qualcuno ha gridato anche al miracolo, sostenendo che una donna affetta da sclerosi multipla si era alzata dalla sedia a rotelle, così come era avvenuto qualche giorno fa in provincia di Siracusa, ma i parenti della donna non hanno confermato la notizia, limitandosi a dire che oggi la paziente «andrà al Policlinico di Messina per un consulto medico».
Un episodio significativo del clima di grande fervore mistico attorno alla figura di Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, che il 16 giugno sarà proclamato Santo da Papa Giovanni Paolo II.
La scultura bronzea, alta circa due metri e collocata in un piccolo slargo undici anni fa a cura dei devoti del quartiere, si trova proprio di fronte alla chiesa dedicata a Santa Maria di Pompei. È stato un religioso della parrocchia, padre Giovanni Torrisi, a raccogliere con un fazzoletto l` umore vermiglio che apparentemente sarebbe fuoriuscito dagli occhi del simulacro.

Almeno questa è la versione di una giovane che per prima avrebbe assistito al prodigio mentre era in preghiera per invocare l` intervento del frate di Pietrelcina, per un cugino gravemente malato. La donna in preda allo choc, tanto da dovere fare ricorso ai medici, ha avvertito i frati francescani della vicina Chiesa. A questo punto il tam tam metropolitano ha fatto il resto, richiamando una folla sempre crescente, che ha presidiato fino all` alba la piazzetta con canti e preghiere.
Gli stessi religiosi della Chiesa di Santa Maria di Pompei, che hanno subito avvisato la Curia, sono apparsi tuttavia «molto perplessi» sulla provenienza di quel liquido rossastro che veniva indicato come frutto di una lacrimazione. Non a caso è stato lo stesso Arcivescovo a chiedere al Comando Provinciale dei Carabinieri di compiere «tutti gli accertamenti e le verifiche scientifiche su quanto oggettivamente risulta».
Saranno i carabinieri del Centro investigativo scientifico di Messina a decretare se quelle tracce di colore rosso siano compatibili col sangue umano. «Entro domani (oggi per chi legge, ndr)- assicura il capitano Luigi Saravo, comandante della sezione biologia del Cis – dovremmo essere in condizione di stabilire con esattezza la natura del liquido». Ma anche nel caso di esito positivo delle analisi, la Curia ricorda che episodi analoghi si sono poi rivelati opera di qualcuno che tentava di approfittare della credulità della gente. Una tesi sostenuta anche dal Codacons, che ha preannunciato un esposto contro ignoti per abuso della credulità popolare.

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