30 Luglio 2020

Stato di emergenza e poteri speciali Allo studio la nuova ordinanza

venezia Dopo il via libera del Senato è arrivato anche quello della Camera al prolungamento dello stato di emergenza fino al 15 ottobre (non il 31 per via di una mediazione tra i partiti della maggioranza). Ma cosa cambia per la Regione? Dal punto di vista pratico nulla, almeno se si guarda a ciò che è successo negli ultimi 5 mesi. Il presidente Luca Zaia, come gli altri presidenti di Regione, continuerà ad essere «soggetto attuatore», come previsto da un complesso dedalo di norme che vanno dall’ articolo 32 della Costituzione alle ordinanze del capo della protezione civile, passando per decreti legge e deliberazioni del Consiglio dei ministri. È da queste fonti che Zaia trae il potere per emanare le ordinanze con cui va ad applicare sul territorio, in molti casi con alcune modifiche, le restrizioni stabilite dal premier Giuseppe Conte con i suoi Dpcm (i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri), sempre nell’ ottica di una leale collaborazione tra i diversi livelli dello Stato che trova nella Conferenza Stato-Regioni la sua camera di compensazione (e ormai a tutti gli effetti una terza Camera dello Stato). A riprova, c’ è la vittoria alla Corte costituzionale contro il Codacons di cui è stata pubblicata giusto ieri la sentenza. E non è un caso che a Palazzo Balbi i tecnici siano già al lavoro sulla nuova ordinanza che, come annunciato da Zaia, seguirà il Dpcm che necessariamente Conte dovrà firmare ottenuto il rinnovo dello stato di emergenza: «In settimana ci faremo vivi per l’ ordinanza – aveva annunciato Zaia lunedì -, il vecchio Dpcm scade il 31 luglio, quindi per allora cercheremo di capire che misure rinnoverà il governo, anche alla luce del prolungamento dello stato emergenziale. Per evitare sovrapposizioni anomale, la nostra ordinanza si aggiusterà sulla base delle scelte nazionali». Scuola e trasporto pubblico locale, in particolare, sono le materie su cui ci si concentrerà in vista del ritorno di bambini e ragazzi sui banchi il 14 settembre. Sullo stato di emergenza il leghista veneto ha sempre avuto un atteggiamento assai più morbido di Matteo Salvini, che ancora ieri avvertiva bellicoso: «Proporremo ricorso alla Corte costituzionale e impugneremo in ogni sede il provvedimento di proroga. Siamo pronti a tutto per difendere l’ Italia e la democrazia e siamo sicuri che lo faremo insieme agli amici di tutto il centrodestra». E d’ altronde non c’ è dubbio che l’ attribuzione di poteri straordinari faciliti la gestione dell’ emergenza provocata dal coronavirus qui come a Roma, semplificando le procedure e consentendo tempi assai più brevi per intervenire contro l’ epidemia. «Lo stato di emergenza ha un aspetto squisitamente giuridico, non irrilevante, uno sanitario, su cui ci muoviamo come Regioni, e poi uno politico. Spero che questo tema sia affrontato in parlamento – aveva dichiarato Zaia nei giorni scorsi – e che qualunque decisione sia comunque confortata dal parere della comunità scientifica. Qualche collega è dubbioso, teme sia un modo per non farci votare più… non credo». Intanto, tra gli esponenti del centrodestra chiamati alla battaglia da Salvini, spicca la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha attaccato frontalmente la decisione del governo e della maggioranza M5s-Pd, denunciando il «ricorso esagerato ai Dpcm» e l’ uso del voto di fiducia «come strumento ordinario», con la conclusione che «così viene meno la democrazia parlamentare».
marco bonet

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