24 Aprile 2003

È stata una fatalità

«È stata una fatalità: Per la sicurezza abbiamo fatto molto: ormai l?86% dei cavi è stato interrato»




Come è possibile difendersi, prevenire incidenti come quello che ha ucciso il ragazzo di Villa Gordiani, folgorato da un palo della luce mentre raccoglieva un pallone finito al di là di una rete? «Siamo nel campo dell?imponderabile, non ci sono prescrizioni. È come se decidessimo di non uscire per paura che possa caderci un vaso in testa», dichiarano all?Acea, la società che ha un contratto di servizio con il Comune per la distribuzione dell?energia elettrica ed è incaricata dei controlli e della manutenzione sulla rete. «È impensabile dare come indicazione quella di non toccare i pali dell?illuminazone stradale. È istintivo appoggiarcisi, ad esempio, quando ci si allaccia una scarpa o il cane tira troppo il guinzaglio…». Per la concessionaria, la morte di Francesco è stata una fatalità: nel palazzone di piazzale Ostiense non ricordano un episodio simile in 25 anni e pare assurdo che sia successo proprio oggi. «Ormai tra l?86 e il 90 per cento dei cavi sono stati interrati – riferiscono all?Acea – e non è poco se si pensa che a Roma ci sono seimila chilometri di rete elettrica e 142 mila punti luce». I controlli avvengono a ciclo programmato e dipendono dall?usura delle lampade, dalla corrosione dei pali (non meno pericolosa è infatti la loro stabilità) e da corti circuiti nella zona o altri motivi contingenti.
Per l?associazione di consumatori Codacons, invece, esistono precise responsabilità dei gestori della rete che «non investono sufficientemente sulla sicurezza. Troppo pochi, ad esempio, sono ancora i pali di classe 2, quelli più sicuri, a doppio isolamento». Il Codacons ha annunciato di aver presentato un esposto all?Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro perché siano effettuate misurazioni e controlli a campione in tutta Italia. Ha infine ricordato in una nota che lo scorso anno si era salvato per miracolo un bimbo di Catania mentre il 20 giugno del 2002 era morto un sedicenne di Assoro (Enna), anche lui «colpevole» di aver rincorso un pallone. Il 15 agosto scorso, infine, era rimasto folgorato un quindicenne che aveva toccato un palo a Trabia in provincia di Palermo.
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