28 Luglio 2015

Star unite con Gassmann. Proietti: «Politici responsabili»

Star unite con Gassmann. Proietti: «Politici responsabili»

ROMA SULLA rete e non solo continua a far discutere la proposta lanciata su Twitter dall’ attore Alessandro Gassmann, che coniando l’ hashtag #Romasonoio ha invitato i romani ad armarsi di «scopa, raccoglitore e busta per la mondezza e ripulire ognuno il proprio angoletto di città. Basta lamentarci, facciamolo». Decine di cittadini e qualche vip hanno risposto positivamente all’ appello dell’ attore romano. Qualcuno ha anche postato foto di persone intente a ripulire strade e marciapiedi. Nella discussione è intervenuto anche l’ attore Gigi Proietti: «Se Gassmann dice che bisogna prendere la paletta e pulire le strade, benissimo. Alessandro è un generoso e sposo in pieno la sua proposta», ma «il vero capro espiatorio sullo sfondo, sta diventando Roma stessa. Bisognerebbe reagire. Costringere la classe politica a prendersi le proprie responsabilità. A smetterla con le iniziative di facciata per passare ai progetti». L’ appello di Gassmann, che alle voci critiche ha già risposto con un «avete ragione, ma fare è sempre buono, daje!», aveva raccolto anche l’ apprezzamento del sindaco Ignazio Marino: «Apprezzo molto l’ iniziativa lanciata da Gassmann – ha scritto il primo cittadino su Facebook -, è importante il contributo di tutti, cittadini e istituzioni: insieme dobbiamo amare Roma e rispettarla a partire dai piccoli grandi gesti quotidiani». NEL frattempo, c’ è anche chi ha scelto le vie legali: il Codacons ha inoltrato una formale diffida all’ Ama affinché non invii ai cittadini romani la prossima bolletta relativa alla Tari, e lanciando sul proprio sito un’ azione attraverso la quale tutti gli utenti della Capitale possono diffidare l’ azienda dal recapitare la tariffa rifiuti. «È evidente il danno subito dai cittadini a causa delle infiltrazioni illecite all’ interno dell’ Ama – afferma il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi -. Non si capisce perché gli utenti debbano essere obbligati a pagare un servizio che, oltre ad essere inadeguato e insufficiente, come attesta lo stato di degrado e di sporcizia della capitale e l’ appello lanciato da Alessandro Gassmann, è stato anche ‘subappaltato alla mafia’».
 
 

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