28 Gennaio 2011

Stangata taxi, arriva la prima bocciatura

Stangata taxi, arriva la prima bocciatura
 

La notizia, quando è cominciata a circolare ieri mattina, ha gelato i molti tassisti in attesa ai parcheggi. Faceva già freddo. Nessuno se l’ aspettava. Gli aumenti delle tariffe, ratificati in giunta solo 24 ore prima e ottenuti dopo un anno di mobilitazione, ormai erano dati per certi. Molti si stavano informando sulle officine dove aggiornare il tassametro. Macché. Tutto da rifare. É stata l’ Antitrust, l’ autorità garante della concorrenza e del mercato, a bocciare senza appello il caro taxi perché «restrittivo della concorrenza» . Il presidente Antonio Catricalà, come anticipato ieri dal Corriere, ha risposto in tempo-lampo alla denuncia di 4 associazioni (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione consumatori) contro il parere favorevole consegnato lunedì dalla «commissione di congruità» all’ assessore Antonello Aurigemma. E in Campidoglio, adesso, si teme un effetto domino. Un ricorso identico è stato presentato al Tar e Carlo Rienzi, del Codacons, già canta vittoria: «Dopo l’ annullamento degli aumenti che verrà dal Tar, organizzeremo una class action per i pagamenti indebiti: qualora il Comune faccia lo stesso entrare in vigore le tariffe, chiediamo ai consumatori di conservare la ricevuta» . L’ Antitrust, in particolare, ha detto «no al meccanismo che aggancia l’ aumento delle tariffe all’ aumento del numero di licenze» . Il riferimento è al criterio usati dai 4 «saggi» : quantificare in un «calo del giro d’ affari» pari al 30%per i tassisti gli effetti del rilascio delle 2.000 autorizzazioni da parte di Veltroni nel 2007. E no, obietta Catricalà: il criterio «al contrario avrebbe dovuto suggerire riduzioni delle tariffe a seguito di aumenti dell’ offerta, secondo una normale logica di mercato» . Anche per non favorire «il mantenimento delle rendite di posizione, in contrasto con i principi più volte richiamati dall’ Antitrust, finalizzati a una migliore organizzazione del servizio e a dinamiche virtuose di prezzo nell’ interesse dei consumatori» . Bocciatura netta, insomma. La prima reazione del sindaco, ieri mattina, è stata di stizza: «Non si torna indietro. Ormai la commissione di congruità ha fatto la sua valutazione. Si va avanti» . Il Pd, con Umberto Marroni, ha replicato: «Ricordo ad Alemanno che l’ Antitrust non è un avversario politico né un casello autostradale da sfondare (il riferimento è alla reazione del sindaco quando uscì la notizia del pedaggio sul Gra, ndr). A questo punto la delibera è impugnabile e noi saremo a fianco di associazioni e cittadini che volessero fare ricorso» . Anche Dario Rossin, de La Destra, è stato netto: «É l’ ultima pagina nera, abbiamo sempre detto che la delibera è illegittima» . Nel pomeriggio Alemanno ha attenuato toni: «L’ Antitrust ha fatto delle osservazioni e non crediamo ci siano gli estremi per cambiare la delibera. Adesso vediamo, è presto per rispondere» . L’ assessore Aurigemma, da parte sua, ha elencato gli elementi della delibera taxi «che vanno a favore della trasparenza e dell’ utenza» (tariffa unica, scontrino automatico, sanzioni più dure) e sul punto-chiave, la violazione della legge sulla concorrenza, si è limitato a prendere un impegno: «In futuro, in caso di aumento delle licenze, faremo in modo che non scatti un ulteriore aumento delle tariffe» Il guaio, però, è che sotto tiro ci sono i rincari attuali, quelli appena decisi. Lo spauracchio Tar è reale. Sarà per questo che, nella categoria, qualcuno già immagina una «retromarcia preventiva» . «Siamo disponibili a discutere, ma solo se ci garantiscono un intervento sui costi di esercizio. É giusto non colpire i clienti, ma senza penalizzare noi» , dice Nicola Di Giacobbe, dell’ Unica Cgil. Loreno Bittarelli, del «3570» , va oltre: «Premesso che quella dell’ Antitrust è una forzatura, è indubbio che gli aumenti andavano fatti in modo più equilibrato. Siamo disponibili a ritocchi, purché in tempi brevi» . Caro taxi come il gioco dell’ oca? Così pare. Il rischio concreto, per il Comune i 7.500 tassisti romani, è di tornare a un anno fa, al punto di partenza. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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