Stangata Tasi: più pesante dell’ Imu sulle case modeste
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fonte:
- Il Mattino
Alessandra Chello SEGUE DALLA PRIMA PAGINA Anche Palazzo Koch conferma: preparatevi, il tributo sarà più pesante. Il saldo rispetto all’ Imu 2012 potrebbe essere più alto addirittura del 60%. Ed ecco l’ amarcord: quando l’ Imu, nata dalle ceneri dell’ Ici, chiese esborsi straordinari ai contribuenti. Tutto però dipenderà dai sindaci sui quali l’ Esecutivo, per scrollarsi di dosso le critiche che lo incolpano d’ aver venduto alle famiglie un baratto tributario leggero e trasparente, sta già scaricando un po’ di barili. Insomma, con aliquote al massimo per la prima casa, ossia al 2,5 per mille, l’ aggravio potrà essere superiore della metà rispetto all’ anno passato. Si, ma in ogni caso, il costo non potrà essere inferiore, dal momento che, anche con l’ aliquota al minimo, si spenderà un 12% in più di base. La legge di stabilità del 2014 dice che l’ aliquota base della Tasi ammonta all’ 1 per mille anche se i Comuni potranno introdurre correttivi se la somma tra aliquota Tasi e aliquota Imu non andrà oltre il 6 per mille per le prime case. Per adesso, le mani alla tasca dovranno metterle solo in 2 mila centri. Tra cui Napoli. Mancano Roma, Milano e Torino. Per gli altri 8 mila, infatti, se ne parla dopo l’ estate. Resta però il fatto che già a partire da una rendita piuttosto modesta di 400 euro la Tasi rischia di essere più pesante dell’ Imu. Fanno 165 euro al posto dei 133 (o appena 33 con due figli a carico) versati con il regime Imu. E la situazione si ribalta al crescere della rendita. Con l’ aliquota al 2,5 per mille, la categoria catastale A/2 pagherebbe 486 euro: sconto da 290 euro rispetto alla stagione Imu. Un bilocale di 52 mila euro di valore catastale non pagava nulla di Imu, mentre con Tasi al 2,5 per mille verserebbe 132 euro. Con due figli, l’ Imu era zero fino a quota 78mila euro di valore catastale, invece la Tasi al 2,5 per mille chiederebbe 195 euro. Il paradosso nasce dal fatto che fino al 2012 le detrazioni Imu erano rigide, quindi non cambiavano in base al valore catastale dell’ immobile. Per effetto di quel meccanismo accedeva che nelle case più grandi l’ effetto delle detrazioni fosse più contenuto ma con la Tasi, che ha aliquote più basse dell’ Imu, c’ è sempre un vantaggio al crescere del valore dell’ immobile. Un villino con un valore di 500mila euro, per dire, poteva pagare di Imu fino a 2.800 euro, mentre con la Tasi può arrivare al massimo a quota 1.650 euro. I dati dell’ Agenzia del Territorio certificano che ai tempi dell’ Imu in vigore su tutti gli immobili il 10% delle case di maggior valore pagava circa il 50% dell’ imposta totale, mentre con la Tasi il carico si trasferisce sulle case medie che, ovviamente, rappresentano la maggioranza del parco abitativo nazionale. Aggravi alle porte anche per molti dei proprietari di seconda casa. Con la Tasi (più Imu) portata al limite massimo dell’ 11,4 per mille del valore catastale dell’ immobile, il versamento medio salirebbe dagli 818 euro della vecchia imposta sugli immobili verso quota 886,7. Con un aumento di 68,7 euro e una crescita della pressione fiscale dell’ 8,4%. Tanto da confermare i timori di Confedilizia secondo la quale, rispetto all’ Ici 2011, le tasse sulla casa in più pagate dagli italiani arriveranno quest’ anno fino a 44 miliardi di euro. Ma i calcoli sul match Imu-Tasi, li hanno fatti anche altri. La Cgia di Mestre con largo anticipo aveva già pronosticato per il 2014, rispetto allo scorso anno, un aumento complessivo delle imposte sugli immobili pari a 4,6 miliardi di euro. Per Giuseppe Bortolussi, segretario della Confederazione, la nuova tassa rischia di penalizzare i proprietari che maggiormente beneficiavano dell’ abbattimento dell’ Imu grazie alla detrazione base (200 euro) e quella ulteriore di 50 euro per ogni figlio. Anche l’ Ufficio studi della Uil parla di aumenti: nel 37,5% dei comuni sarà di certo molto più cara dell’ Imu. Infine i consumatori del Codacons hanno analizzato alcuni nuclei familiari-tipo. Risultato: «pagheranno di più tutte le famiglie con una rendita catastale inferiore a 793 euro. In presenza di un figlio la soglia sale a 992 euro. Con due figli a 1190 euro. Le differenze, insomma, non sono affatto da poco. Chi ha una rendita catastale di 400 euro pagava, di Imu, senza figli, 69 euro. Di Tasi ora ne pagherà 168, ossia 99 euro in più. Differenza che sale a 168 in presenza di 2 figli. Con rendita da 500 euro l’ aggravio nel passaggio da Imu a Tasi va da 74, senza figli, a 174, con due figli». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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