22 Ottobre 2021

Stangata sul carburante: fino a 0,3 euro in più al litro

BOLZANO. Unito al consueto rincaro autunnale, il problema di approvvigionamento delle materie prime fa registrare anche in Alto Adige, come in tutta Europa, una stangata sui prezzi del carburante. In città il diesel supera l’euro e 60 centesimi al litro anche nei distributori più economici, il super senza piombo in rari casi scende sotto l’euro e 80. A farne le spese sono gli automobilisti e le categorie economiche legate al trasporto, e a cascata i consumi. Intanto, tra i gestori di distributori di benzina cresce la preoccupazione. Non sono loro a guadagnare dal progressivo aumento, imposto a mano a mano dalle compagnie petrolifere.

In via Resia, al distributore Agip, il gestore Giuseppe Pezzimenti – da tutti noto come Geppo – conferma il progressivo aumento nel giro delle ultime sei settimane: «Un centesimo alla volta, a volte ogni due o tre giorni. Stamattina (ieri, ndr) il gasolio era a 83 dollari al barile, cinque o sei mesi fa a 49… Consideriamo poi che durante i lockdown quasi lo regalavano. La sera Eni ci comunica i prezzi da applicare il giorno successivo. Per noi il guadagno è fisso, generalmente 3 centesimi al litro, e tra i distributori bolzanini le variazioni di prezzo sono minime».

In via Roen, il distributore “di quartiere” Q8, più frequentato da motociclisti che da conducenti di automobili, Mauro Mion. Ricorda lo sciopero del 2012, quando i benzinai italiani dichiararono guerra alla liberalizzazione della rete di distributori voluta dal governo Monti: «Una conquista per le compagnie petrolifere, non per noi. Ora sono loro a gestire i prezzi. Se guadagno dagli aumenti? Pochissimo, quasi niente, si parla sempre di un guadagno lordo. Piuttosto, sulla benzina che custodisco nelle cisterne, se il prezzo si abbassa ci rimetto». Il frequentatissimo San Marco, in via Innsbruck, registra l’impennata dei turisti. E gli affari procedono, nonostante l’aumento quasi giornaliero di cui parla il gestore. «Ma noi non ci guadagniamo niente», conclude rassegnato.

Di «preoccupazione tra i gestori» parla Claudia Masera, rappresentante di categoria per Confesercenti. «Solitamente nel periodo successivo alle ferie estive c’è un aumento. Quest’anno è particolarmente forte, si parla di circa 20-30 centesimi al litro, e a incidere non è il turismo con una maggiore domanda, bensì il generale problema di approvvigionamento delle materie prime che si riflette anche sul petrolio e sui suoi derivati. Così ai gestori arrivano tramite messaggio indicazioni di alzare i prezzi. Altre categorie economiche sentono il peso di questo aumento. Ma a una stabilizzazione dei prezzi ci si arriverà per forza di cose, anche prima che si renda necessario un accordo con le compagnie petrolifere». Nel frattempo è partita la richiesta del Codacons al governo Draghi: tagliare le accise e ridurre l’Iva.

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