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14 Dicembre 2004

Stangata sui rifiuti rivolta degli utenti

La prima strenna natalizia è la stangata sulla tassa rifiuti per l?anno prossimo, che in questi giorni compare con evidenza sulle bollette recapitate a domicilio. L?aumento è pari al 18-19 per cento e, come spiegano i nostri amministratori, sacrosanto per sostenere i nuovi costi di smaltimento e garantire l?efficienza del servizio. «Ma quale efficienza – protestano i cittadini – ci chiedono di pagare sempre di più mentre le strade sono piene di immondizia». Un ragione c?è, e ci porterà per mano fino al 31 dicembre: nei mesi della grande emergenza rifiuti il personale addetto alla rimozione, in prima fila i conducenti dei camion, ha superato il tetto massimo annuale di straordinario. E adesso, anche di fronte a un tappeto interminabile di sacchetti, il contratto non consente di lavorare nemmeno un minuto in più. Le associazioni dei consumatori, che pure non contestano (per ora) la percentuale di aumento della tassa, hanno già raccolto un buon numero di denunce sullo scarso livello di pulizia in città e si preparano a dare battaglia. Mentre l?Asìa, Azienda speciale per l?igiene ambientale, rimescola le carte nella gestione del sistema di raccolta nel tentativo di ottimizzare il servizio. Attualmente il territorio è diviso a metà tra l?azienda e quattro ditte private (De Vizia, Gesenu, Ponticelli-Di Palma, Siet), il cui contratto d?appalto scadrà a fine marzo. Il nuovo bando, fresco di pubblicazione, assegnerà per tre anni il 60 per cento del servizio all?Asìa e il 40 per cento ai privati, che da quattro scenderanno a tre: il primo operativo nei quartieri Chiaia-Posillipo-San Ferdinando, Mercato-Pendino, San Giovanni, San Giuseppe-Porto, zona industriale; il secondo tra Arenella, Vomero e zona ospedaliera; il terzo tra Avvocata-Montecalvario, San Lorenzo-Vicaria, Stella. Importo a base di gara 80 milioni di euro al ribasso, termine per la presentazione delle domande l?11 gennaio. «Normali dinamiche per l?organizzazione del settore», fanno sapere i vertici dell?azienda. A giudicare dal malumore dei cittadini, però, non è da escludere che l?Asìa abbia deciso di caricarsi di nuovi impegni per mettere un po? d?ordine nelle aree in cui il sistema di raccolta lascia a desiderare. Ed è arrivo un?altra importante novità: dal venerdì alla domenica nelle aree della movida, tra Chiaia e i Decumani, la raccolta non comincerà più all?una ma alle quattro del mattino, in modo da eliminare ogni residuo della vita notturna. Aspettando l?avvio del restyling organizzativo, la situazione resta poco confortante. Da Fuorigrotta al Vomero, da Bagnoli all?Arenella, da Soccavo al centro storico, dalla periferia nord a quella orientale, buste e sacchetti stanno dovunque tranne che nei cassonetti. Colpa di chi non rispetta le regole su orari e luoghi di deposito. Ma c?è pure da registrare la giusta protesta di chi osserva le norme con puntualità e si trova costretto a vivere in un ambiente poco pulito, aggiungendo al danno la beffa di una bolletta sempre più salata. «Stangata illegittima – sostiene Alfredo Capasso, presidente dell?Acusp (associazione contribuenti utenti servizi pubblici) – perché l?aumento delle tariffe dei servizi di pubblica utilità deve essere contenuto nel tasso d?inflazione programmato». «Non credo si possa contestare la liceità del rincaro – interviene l?avvocato Giuseppe Ursini, fiduciario del Codacons per Napoli – quello che non va è il livello qualitativo del sistema di raccolta. Invieremo al Comune un atto di diffida e messa in mora ai sensi dell?articolo 97 della Costituzione, dove si legge che ?i pubblici uffici vanno organizzati in modo da garantire il buon andamento dell?amministrazione?». «Sulle cartelle non si individua con chiarezza l?entità dell?aumento – denuncia Benedetto Di Meglio, presidente Federconsumatori Campania – che in alcuni casi, secondo i nostri calcoli, è superiore al venti per cento. E riteniamo non sia stata fornita all?utenza sufficiente informazione su tempi e metodi del rincaro».

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