23 Aprile 2008

Stangata spesa, Milano da record

Fare la spesa a Milano costa l`11 per cento in più rispetto alla media nazionale. Mettere su casa, poi, è un vero salasso, con mobili che costano fino al 40 per cento in più che nel resto della Penisola. L`indagine di Istat e Unioncamere nasce dalla comparazione di centinaia di prezzi, dalla frutta alle scarpe, dal pane ai divani. Tutto quello che nel 2006 i cittadini hanno comprato per vivere è stato valutato per ogni capoluogo di regione. A Milano i prodotti alimentari non lavorati (pesce e carni fresche, ortaggi e frutta) costano il 26 per cento in più che nel resto d`Italia, mentre per i cibi lavorati l`aumento è solo dello 0,8. In totale fare la spesa sotto la Madonnina costa l`11,2 per cento sopra la media. La città più a buon mercato è Napoli con -12%, seguita da Bari con -9%. “Una differenza con le altre regioni c`è, ma non mi risulta sia di queste dimensioni“, spiega Iliano Maldini, presidente di Assofood. “E comunque queste ricerche non tengono conto della qualità dei prodotti e del servizio fornito al cliente, cose che in Lombardia sono ben più elevate che altrove. Sono aumentati pane, latte e derivati, ma per un problema di materie prime, non di rincari“. Per arredare casa, poi, i rialzi sono davvero esorbitanti. I prodotti di design di una marca famosa costano a Milano il 14,1 per cento in più rispetto alle altre città, mentre i mobili non “firmati“ ar rivano addirittura a essere pagati il 40,1 per cento in più. Ben diversa la differenza con l`ultimo in classifica nell`in dagine Istat, Campobasso, dove il risparmio arriva quasi al 30 per cento. “Le iniziative messe in campo in questi ultimi mesi da Comune e Regione per calmierare i prezzi sono sicuramente positive, ma tardive e insufficienti per affrontare una crisi ormai così profonda“, dice il presidente del Codacons Marco Donzelli. “Il problema è che a Milano gli stessi commercianti devono spendere molto di affitto, luce, gas, ecopass e multe varie. A questo si aggiungono i problemi strutturali su scala nazionale“. Soltanto una cifra, a Milano, ha il segno meno. Nel settore dell`abbigliamento i costi si abbassano fino al 4,8 per cento sotto il livello nazionale, anche se, prendendo come campioni i prodotti “firmati“, si torna sopra la media del 3,8 per cento. “A Milano i prezzi sono più bassi perché c`è una forte concorrenza e una pluralità di canali distributivi“, spiega Renato Borghi, presidente di Ascomoda. “Anche negli altri campi, però, i dati del gennaio 2008 danno un segno diverso rispetto all`indagine dell`Istat. Rispetto alla media nazionale, a Milano costa di meno il pane (-2,4%), la frutta (-1,9%) e l`abbiglia mento (-0,4%)“. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this