3 Gennaio 2017

Stangata in autostrada La rabbia dei pendolari

Stangata in autostrada La rabbia dei pendolari

Qualcuno s’ è rassegnato, perché va così tutti gli anni, e allora zitti, accelerare e pagare come al solito. Altri invece sono furibondi: Dovremmo fare come in Francia e scioperare a oltranza finché non cambiano idea attacca Roberto Rabino, torinese. Il nuovo anno, puntuale, s’ è portato dietro una valanga di aumenti al casello, e il Piemonte – tranne qualche oasi – ne esce male. Malissimo. Secondo il governo i rincari sono il giusto compenso (anzi, il compenso automatico) dei capitali che le concessionarie hanno investito nella rete, mentre le associazioni dei consumatori parlano di stangata. Escalation sull’ A4 I ritocchi colpiscono quasi tutti, in particolare chi viaggia sull’ A4 nel tratto Torino-Milano: in media spostarsi costa il 4,6 per cento in più. Maggiormente penalizzati, ovviamente, i pendolari. E non è certo il primo anno. Dal 2008 a oggi, ad esempio, la tariffa per coprire il tratto da Novara Est alla barriera di Milano Ghisolfa è addirittura più che raddoppiata: da 2,60 a 6 euro. Rispetto al 2016, transitare sui 49 chilometri di questo segmento costa 30 centesimi in più. Spalmando il dato, il pendolare che percorre la strada tutti i giorni in entrambe le direzioni e per cinque volte alla settimana verserà circa 170 euro in più. A lungo andare il rincaro si fa sentire ed è troppo penalizzante per chi non ha alternative – ammette Daniele Faranna, operatore socio sanitario di Romentino, in provincia di Novara -. Io lavoro a Saronno o a Garbagnate, conosco bene questa autostrada e la tariffa è alta anche considerando il servizio offerto. I cantieri non sono mai stati ultimati. I novaresi che risiedono vicino alla Malpensa accedono all’ A4 dal casello di Marcallo-Mesero: per i 26 km che separano questo ingresso da Milano si passa da 3,10 a 3,20 euro con una maggiorazione di circa 55 euro su tutto l’ anno. Per chi si muove verso Torino la spesa è ancora più salata: entrando a Novara Est, la tariffa sale da 11,30 a 11,80 euro. Ogni giorno, il doppio tragitto di andata e ritorno costa quindi un euro in più. Distribuito sui 12 mesi di lavoro, siamo a 280 euro di maggiorazione. Ai vercellesi, che entrano da Santhià, invece, raggiungere il capoluogo piemontese costa ora 5,50 euro. Il mare più caro C’ è poco da sorridere pure per i torinesi o i cuneesi che viaggiano verso la Liguria. La Torino-Savona rincara del 2,46 per cento. Era una delle autostrade più costose, ora subisce il terzo ritocco d’ Italia: per spostarsi dal capoluogo piemontese al mare serviranno almeno 12,3 euro. Mentre chi entra in autostrada a Marene spenderà 8,40 euro. Da Aosta a Savona il conto è salatissimo: 34,80 euro. Niente rincari, invece, sulla Torino-Bardonecchia, e dunque le vacanze sugli sci sono salve, ma sale, di poco, il tratto tra Settimo e San Giorgio per chi va in Valle d’ Aosta. Morale: da Torino a Courmayeur Sud si sborsano 24 euro. Gli analisti delle associazioni dei consumatori hanno fatto qualche calcolo anche sulle altre voci che compongono i viaggi. Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa di 64 euro dicono dal Codacons. E per chi non abbandona l’ auto, c’ è da considerare pure il carburante. Oggi per un pieno di benzina si spendono circa 4,85 euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; per un pieno di diesel addirittura l’ aggravio di spesa raggiunge +6,7 euro. Questo perché i distributori di carburanti hanno applicato consistenti aumenti dei listini alla pompa: la verde costa mediamente il 6,6% in più rispetto al 28 dicembre 2015; per il gasolio i rincari raggiungono il +10,5 per cento. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
giuseppe bottero

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