28 Dicembre 2015

“Stangata” in arrivo nel 2016 La spesa segnerà +551 euro

“Stangata” in arrivo nel 2016 La spesa segnerà +551 euro

Nel corso del 2016 gli italiani dovranno mettere in conto una «stangata» pari a circa 551 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato uno studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. In realtà, spiega l’ associazione, a fronte di significativi aumenti per alcuni settori, si registreranno anche diminuzioni di spesa. Nello specifico, la ripresa dell’ inflazione (che secondo gli analisti dovrebbe attestarsi attorno all’ 1%) porterà le famiglie a spendere 298 euro in più per effetto della crescita dei prezzi al dettaglio, e 189 euro in più per la spesa alimentare. Aumenti che si ripercuoteranno anche nel settore della ristorazione (+26 euro). Cresceranno le tariffe per la raccolta rifiuti e per i servizi idrici, per un totale di +137 euro a famiglia su base annua. Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa quantificata in 44 euro, mentre viaggiare sulle autostrade comporterà un aggravio di 27 euro. Peri servizi bancari complessivamente si spenderanno 18 euro in più rispetto allo scorso anno, +9 euro per quelli postali. Un discorso a parte meritano le bollette: se da un lato le quotazioni internazionali del petrolio (che secondo gli analisti saranno stabili o addirittura in discesa nel 2016) dovrebbero portare benefici sulle fatture, dall’ altro il nuovo sistema tariffario sulle bollette elettriche varato dall’ Autorità per l’ energia, finirà con il determinare rincari per una buona fetta di popolazione. L’ eliminazione della Tasi sulla prima casa determinerà, invece, un risparmio medio di 194 euro a famiglia; costerà meno il canone Rai, che scende da 113,5 euro a cento euro, e l’ assicurazione “Rc-Auto” sarà più leggera mediamente di dodici euro. Fare il pieno alla macchina comporterà una minore spesa di 68 euro rispetto allo scorso anno, ma questo solo se le quotazioni del petrolio rispetteranno le previsioni degli analisti, e se il Governo non deciderà di introdurre nuove tasse sui carburanti. A proposito di carburanti, è bene ricordare come al momento il costo del petrolio sia il più basso dal dicembre 2008, fatto però che non si traduce in un esborso minore per i costi alla pompa. Tutta colpa della componente fiscale, aumentata del 32%, visto che nel 2008 un litro di benzina costava mediamente 1,115 euro al litro e oggi, nonostante la “gelata”, si aggira intorno a 1,451.3.
 

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