28 Dicembre 2014

Stangata fino a 840 euro nel 2015«Solo in Spagna tariffe più care»

Stangata fino a 840 euro nel 2015«Solo in Spagna tariffe più care»

Nicoletta Magnoni ROMA GLI AUMENTI delle tariffe che scatteranno dal primo gennaio fanno parte del solito, frusto copione. Le proteste dei consumatori e la guerra di cifre fanno da contorno. Adusbef e Federconsumatori prevedono per il 2015 una maggiore spesa a famiglia di 677 euro, altri 840 euro se dovesse scattare la clausola di salvaguardia dei conti pubblici con un ritocco al rialzo dell’ Iva. Ma quest’ anno c’ è una variante che dovrebbe fare la differenza, cioè la tendenza alla deflazione. Così, quei rincari, soprattutto autostradali, che vanno ben oltre l’ 1,5% di inflazione programmata appaiono se non al limite dello speculativo, quantomeno ingiustificabili. Due settimane fa, il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi aveva detto che il governo sta lavorando «al contingentamento delle tariffe autostradali». Certo, «non si può imporre per legge», ma «mi sembra che ci sia grande disponibilità». Un’ apertura al dialogo che non appare nelle richieste delle società autostradali. Già, perché se la Cgia di Mestre calcola che negli ultimi 10 anni i pedaggi sono saliti del 46,5%, il Codacons isola il dato 2014 indicando un +4,5%, la Società Strada dei Parchi ha presentato richiesta al ministero per far scattare addirittura del 9% le tariffe sulla A24 e sulla A25 che attraversano l’ Abruzzo. Il presupposto è che la Società vuole recuperare il calo del traffico sulle due tratte, inflazione o non inflazione. La Regione sta correndo ai ripari chiedendo, almeno, di risparmiare i pendolari. I sindaci stanno organizzando la protesta, sostenendo che, ormai, il collegamento con Roma si farà tornano ai cavalli, non quelli fiscali. PEDAGGI a parte, è la voce rifiuti a incidere in maniera pesante sugli aumenti futuri e su quelli passati. Per il presidente degli artigiani di Mestre, Giuseppe Bortolussi, il calo dei consumi dovrebbe aver fatto diminuire, di conseguenza, i rifiuti. Invece «quest’ anno, il passaggio dalla Tares alla Tari ha fatto scattare un aumento del 12,2% contro un’ inflazione salita dello 0,3%». PER IL 2015, il maggior esborso totale per le tariffe oscillerà fra 600 e 800 e più euro. Nel 2014, invece, la stangata media, secondo il Codacons, è stata di 324 euro a famiglia. La Cgia sfoglia i dati di più anni, segnalando che tra il 2010 e quest’ anno solo la Spagna ha calcato più la mano con le tariffe pubbliche, consegnando ai cittadini rincari del 23,7% contro il 19,1 nostro e l’ 11,8% dell’ area euro. Perfino la Grecia, che non è citata nella sintesi dello studio, deve aver contenuto i rialzi. DI PIÙ: la Cgia traccia la curva delle tariffe amministrate tra il 2004 e i primi undici mesi del 2014, snocciolando picchi del 79,5% per l’ acqua, del 70,8% per i rifiuti e avanti con tutte le voci fino all’ unico calo, quello del 15,8% dei servizi telefonici. Il tutto, a fronte di un incremento del 20,5% dell’ inflazione.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this