20 Maggio 2020

Stangata da virus «Tazzina di caffè fino a 1,70 euro»

denuncia codacons, ma confcommercio nega al supermercato frutta e verdura segnano un +5,6%
FIRENZE Riaprono i bar e subito scattano le polemiche per il caro-tazzina. A lanciare l’ allarme sul rincaro dei prezzi è il Codacons, che rileva in città un aumento del costo dell’ espresso al bar del 21,5 per cento, con locali nei quali un caffè si può pagare 1,40 euro, fino a punte di 1,70. «Non so dove abbiano trovato questi prezzi», replica Aldo Cursano, vicepresidente vicario Fipe e presidente di Confcommercio Firenze. «Mi confronto quotidianamente con i colleghi e non c’ è nessuno che ha aumentato i prezzi. Mi sembra solo un attacco sterile, perché il problema è un altro: non ci sono clienti e tra poco non ci saranno più nemmeno le attività. Magari suggerisco al Codacons di venire a gestirle al posto nostro». «Con la riapertura – sottolinea Cursano – i bar stanno incassando il 7, massimo 10 per cento, rispetto ai volumi precedenti l’ emergenza sanitaria. Se prima si facevano 800 caffè al giorno, oggi ne facciamo 50 o, nell’ ipotesi migliore, 100». «Se restiamo aperti – prosegue Cursano – è per dare un segnale, non certo per gli incassi, che non ci sono. Chi sta aperto in queste condizioni è un eroe. Non mi risulta affatto che si stia speculando, anzi. Baristi e ristoratori stanno facendo opera di solidarietà, per il bene di Firenze e di tutta la comunità». Il Codacons, però, ribatte che le segnalazioni di rincari sono state numerose, proprio a Firenze, e riguardano in generale, i prodotti alimentari (oltre a qualche taglio capelli, passato dai 20 ai 25 euro). «In base alle nostre stime, per l’ alimentazion e- afferma Silvia Bartolini, presidente del Codacons Toscana – si spende in media nella nostra città il 3,6 per cento in più rispetto allo scorso anno, contro una media nazionale del +2,8 per cento, con un aggravio di spesa su base annua di 274 euro a famiglia». Anche l’ ufficio statistica del Comune di Firenze rileva aumenti sui generi alimentari, in particolare su frutta e verdura. Secondo i risultati del calcolo dell’ inflazione per il mese di aprile, la frutta è aumentata rispetto a marzo del 3,1 per cento e dell’ 11,5 per cento rispetto ad aprile 2019. I vegetali sono aumentati del 5,6 per cento, sia prendendo a riferimento lo scorso mese di marzo, sia l’ aprile 2019. Rispetto ad un anno fa sono aumentati anche carne (+3,3 per cento), pesce (+3 per cento), pane e cereali (+2,2 per cento), latte, formaggi e uova (+2,1 per cento). In crescita, infine, il prezzo dei tabacchi (+2,8 per cento su base annuale) e delle birre (+1,5 per cento). Secondo Codacons, soprattutto sull’ ortofrutta, il rincaro non è giustificato. «Il trasporto – sottolinea la presidente del Codacons Toscana – avviene su gomma e il carburante non ha subito aumenti. In sostanza – spiega – non ci sono motivi per aumenti del tutto ingiustificati». Monica Pieraccini © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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