Stangata da 250 euro per famiglia
Stangata da 250 euro per famiglia
Rincari per i carburanti per auto, luce e gas. Ridimensionato l?impatto inflazione
Roma. Con il prezzo del barile sopra quota 70 dollari, la filiera delle tariffe energetiche è entrata in fibrillazione. Per luce e gas ci sono in vista nuovi rincari, che rischiano di trasformarsi in un?autentica stangata, dopo gli aumenti di benzina e gasolio alla pompa. Le associazioni dei consumatori sollecitano interventi straordinari per arginare questa escalation.
Ma la soluzione a cui lavorano i tecnici dell?Unione appare obbligata: defiscalizzare le accise e gli oneri accessori perché il taglio dell?Iva sul prezzo finale è vietato dall?Ue.
Il Rie, l?istituto Ricerche Industriali Energetiche di Bologna, ha calcolato che quest?anno le famiglie avranno un aggravio sul loro bilancio di 150 euro mettendo nel conto gli aumenti scattati a partire dal primo aprile scorso. Ma, se le quotazioni del greggio resteranno stabili a questi livelli, le bollette di luce e metano potrebbero rincarare di altri 93,4 euro su base annua.
Risultato: una stangata complessiva da 250 euro dalla fine del 2004. L?allarme alimenta un balletto di cifre con aumenti di spesa tra i 100 e i 300 euro.
La Federconsumatori stima che il caro-petrolio costerà agli italiani 280 euro l?anno fra bollette e carburanti (un pieno di verde o gasolio costerà in media 96 euro in più). L?Adoc vede nero con una stangata da 383 euro suddivisi fra carburanti (60 euro), luce e riscaldamento (123 euro) e prodotti di largo consumo (200 euro) trasportati su ruota dal produttore al consumatore (ijn questo caso si parla di alimentari, abbigliamento e mobili).
Infine il Codacons chiama in causa il governo Berlusconi che, grazie al caro-benzina, ha incassato all?anno 36,1 miliardi di euro tra accise e Iva. «La cifra record non dipende solo dall?aumento del petrolio, ma anche dalle imposte sulla benzina ritoccate al rialzo per tre volte».
Come se non bastasse si riaccendono anche i timori per una ripresa dell?inflazione. Ma l?economista Giulio Sapelli rassicura. «I prezzi sono destinati a rimanere alti ancora per un paio di anni. Ma l?impatto sull?inflazione sarà minimo, una cifra irrisoria come, del resto, è stato fino ad oggi». Per il responsabile economico della Cgil, Beniamino Lapadula, saranno «inevitabili» invece i riflessi sulla crescita del Pil che dovrebbe attestarsi sullo 0,6-0,8%.
Intanto le imprese si muovono per fronteggiare la crisi. La Coldiretti propone di concentrarsi sulla produzione di bio-diesel. Mentre Confartigianato chiede di mettere «le riforme strutturali dell?energia» al centro dell?agenda del nuovo governo.
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