28 Febbraio 2017

«Standing Ovation» con meno voglia di Telefono Azzurro

«Standing Ovation» con meno voglia di Telefono Azzurro

Gli innocenti tornino accompagnati dai genitori. Dopo le proteste e la – giusta- epurazione di Ti lascio una canzone, la strage degli innocenti della tv, Antonellona Clerici ha ripreso ad occuparsi di bambini canterini con Standing Ovation (Raiuno venerdì prime time). Non che sia cambiato moltissimo. Ma almeno, qui, si ha la sensazione che Erode non se ne stia acquattato dietro le quinte col sorriso tagliente di un emulo di Beppe Caschetto. Il meccanismo del nuovo programma, ispirato al format Stand up for your country, consiste, stavolta, nel far cantare i ragazzini con i genitori, in modo che venga a smorzarsi l’ effetto «gara fra adulti», teatralizzazione del bimbo compresa. E in modo che non intervengano nè Codacons nè Osservatorio dei minori. Naturalmente, l’ intero impianto del programma gronda sentimenti e melensaggini: un glucosio emotivo in eccesso (storie drammatiche, abbracci, coccole, riscatto sociale, ragazzini neri con le congas, non vedenti e prole) che porta gli spettatori a rischio diabete a cambiare canale. Eppure, stavolta, perlomeno, si può parlare di un sospiro di normalità. Forse. La mission maternale e l’ approccio morbido della Clerici ritrovano qui una loro dimensione (che non è quella ai limiti dell’ onirico delle sue ultime performance). Gli ospiti sono di buon livello pop, vedi Francesco Gabbani che, sulle note del suo tormentone Occidentali’ s Karma accoglie la stessa Clerici e i suoi calzoni catarifrangenti («Posso fare una richiesta fuori programma? Non è che posso ballare insieme alla scimmia?» chiede lei; e la scimmia nuda balla) . La giuria del talent che non è un talent, esprime un discreto potenziale, ed è composta dall’ ottimo Nek, Romina Power e Loredana Bertè. La quale Loredana, nonostante il look – diciamo – controverso, perlomeno mostra qualche scatto polemico, simulando una parvenza di trasgressione («Ti sei dipinto il ciuffo turchese come me? Per me lo potevi fare pure a pois, continui a essere stonato»). Stavolta, in soldoni, non si guarda Standing ovation con l’ irrefrenabile sensazione di chiamare il Telefono azzurro. Da qui, però a dire che Raiuno si butti sul rinnovamento del varietà, o che la Clerici meriti i 3 milioni di euro di compensi per il suo imprescindibile contenuto alla televisione pubblica; be’, ce ne corre…

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