14 Dicembre 2013

Standard & Poor’ s “grazia” l’ Italia Saccomanni: fuori dalla recessione

Standard & Poor’ s “grazia” l’ Italia Saccomanni: fuori dalla recessione

di Piercarlo Fiumanò TRIESTE «Italia fuori dalla recessione» per il ministro dell’ Economia Saccomanni ma cresce il debito e crolla la ricchezza delle famiglie. Standard & Poor’ s ieri ha confermato i rating sovrani (BBB) a lungo termine e (A2) a breve termine dell’ Italia. L’ agenzia di rating Usa, al entro di valutazioni roventi nel timore che il nostro Paese rientri nel mirino della speculazione, descrive questa volta un’ economia «ricca e diversificata» e un bilancio «relativamente robusto, anche se la prospettive di crescita restano deboli e permane un alto debito pubblico. Per questo S&P minaccia di tagliare il rating l’ anno prossimo senza le riforme necessarie per rilanciare la crescita. Debito pubblico che, secondo la Banca d’ Italia, ha raggiunto un nuovo record a ottobre a 2.085 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 2.068 miliardi di settembre. Secondo il ministro dell’ Economia, Fabrizio Saccomanni, il giudizio di S&P conferma l’ uscita dalla recessione: «Nonostante la conferma dell’ outlook negativo, S&P prevede che il nostro Paese registrerà nel 2014 un Pil in crescita rispetto a quest’ anno». Standard & Poor’ s è intervenuta due volte sui destini dell’ Europa: in primo luogo stimando che nell’ Eurozona la recessione sta rallentando gradualmente e il ritorno alla crescita sarà lento e disuguale tra gli Stati. Mentre la crescita in Germania sta arrivando al punto di svolta (Pil 0,5 quest’ anno e 1,8% nel 2014), in Francia sarà più debole (0,2% e 0,6%), in Italia e Spagna sarà negativa quest’ anno e a 0,4% e 0,8% l’ anno prossimo. Per quanto riguarda l’ Italia, la società di rating conferma l’ outlook negativo sul rating sovrano: c’ è quindi almeno una possibilità su tre che la valutazione possa essere abbassata nei prossimi 12 mesi. «Potremo abbassarla – indica l’ agenzia – se concluderemo che il Governo non può realizzare politiche che possano riportare alla crescita. Parimenti ritardi nell’ affrontare alcune rigidità dei mercati del lavoro, dei servizi e dei prodotti potrebbero portare a una pressione al ribasso sul rating». L’ outlook potrebbe invece essere rivisto a stabile se il governo «dovesse riuscire a realizzare quelle riforme dei mercati del lavoro, dei servizi e dei prodotti che possano portare l’ economia a un più elevato livello di crescita». Ma intanto la ricchezza delle famiglie italiane, come riporta il Bollettino di Bankitalia, è scesa in termini reali del 2,9% nel 2012 sul 2011 e dello 0,6% a prezzi correnti, con un ulteriore -1% nel primo semestre 2013. Dal 2007 la flessione a prezzi costanti è stata del 9%: “bruciati” 804 miliardi di ricchezza delle famiglie. A causare il ribasso lo scorso anno il calo dei prezzi delle abitazioni (-5,2%). Alla fine del 2012 la ricchezza netta delle famiglie italiane, secondo l’ istituto centrale, era pari a circa 8.542 miliardi di euro, corrispondenti in media a 143 mila euro pro capite e a 357 mila euro per famiglia. «Siamo nel baratro della povertà», riassume il Codacons. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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