9 Agosto 2010

STANCHI di sentire ‘ Waka Waka’

STANCHI di sentire ‘ Waka Waka’ tutte le volte che salite in auto e accendete la radio, del vostro vicino di ombrellone che, puntualmente, quando sta per andare al bar, ripete «Se famo ‘ na bira e un calippo» nonostante sia veneto, o di quella vostra amica che continua a illustrarvi le mirabolanti capacità taumaturgiche di un braccialetto di silicone con due ologrammi chiamato ‘ Power Balance’ ? Rassegnatevi. Anche voi siete finiti nel vortice dei tormentoni dell’ estate 2010. E se il successo dell’ inno dei mondiali di calcio sudafricani, cantato da Shakira, era forse prevedibile (sono settimane che domina la classifica dei singoli più scaricati, dati Fimi-Nielsen), inaspettato è stato invece quello scatenato dai 52 secondi dell’ intervista di Sky a due sconosciute adolescenti in un lido di Ostia che si esprimono in un romanesco trash, stile ‘ Er Monnezza’ . Su YouTube il video che ha lanciato la moda de «’ na bira e un calippo» è stato visto da oltre un milione e mezzo di persone, escludendo le versioni remix da ballare in discoteca, le imitazioni e le parodie. Su Facebook il gruppo intitolato come l’ omonimo slogan annovera oltre 2.300 iscritti, quello ‘ Romina Olivi e Debora Russo’ (questi i nomi delle veraci protagoniste) quasi 1.300, ma ne esistono almeno altri sei collegabili sempre alle due nuove eroine della Rete. Più complesso il caso dell’ accessorio cult di questi ultimi mesi: quel Power Balance che si vede al polso di professionisti e studenti, giocatori di calcio e dipendenti pubblici (ma ne ha ricevuto uno in dono anche il premier Silvio Berlusconi). L’ Antitrust ha, infatti, deciso di avviare un’ istruttoria per «possibile pratica commerciale scorretta» contro le due società che lo distribuiscono. Il braccialetto promette effetti positivi sull’ equilibrio, sulla forza e la resistenza di chi lo indossa. Ebbene l’ istruttoria è stata aperta in base al Codice del Consumo, che definisce scorretti i comportamenti delle aziende in grado di indurre in errore il consumatore sulle caratteristiche principali dei prodotti venduti quali, ad esempio, risultati che si possono attendere dal loro uso o i risultati e le caratteristiche che possano derivare dall’ uso dei prodotti. Il Codacons pensa già a possibili rimborsi per chi lo ha acquistato e, tramite sondaggio, la quasi totalità dei lettori di Quotidiano.net (l’ 84%) lo boccia come «la solita trovata di marketing». Tuttavia, sul web, il dibattito è più che mai aperto. «L’ ho comprato perché mi piace, ma non serve a niente – scrive, sempre su Qnet, Stefano – Fatte tutte le prove come da ‘ istruzioni per l’ uso’ , ma non dà nessuno beneficio». E’ possibilista invece Ospite: «Siate positivi, se esistono farmaci e trattamenti placebo magari i braccialetti funzionano veramente!». Più spiritoso Inqbo, per il quale «l’ eventuale rimborso dovrebbe essere pagato con il libro di Pinocchio». Duro il commento di gianaxl, che bolla chi vende questi oggetti come «un furbone scorretto» ma anche come «sciocchi creduloni» che «non meritano nessun rimborso» quelli che li hanno comprati. Per Salva «è solo una moda», mentre per Ubimajor, fino a che non sarà appurata la verità, è «scorretto sparare a zero». Angelo, 60 anni, racconta: «Soffro di coxartrosi. L’ ho usato per due mesi e ha fatto miracoli, poi all’ improvviso è stato come non averlo mai indossato. Ho pensato che l’ ologramma si fosse come scaricato, l’ ho tolto e tutto è tornato come prima. Ora sono indeciso se comperarne un altro e andare avanti altri due mesi oppure lasciar perdere». Ma Rf gli replica ironico: «Anch’ io avevo un’ artrosi all’ anca e dopo diverse terapie ho dovuto operarmi… Se l’ avessi saputo». Gadget e canzoni a parte, un altro tormentone tipico dell’ estate nel Belpaese sembra essere l’ elezione delle miss, le cui categorie ormai sono diventate quasi infinite. Da poco è stata eletta Miss Cicciona (una napoletana di 170 chili), ma prima di lei ci sono state Miss Mamma, Miss Nonna, Miss Facebook Italia, tante Miss Maglietta Bagnata, Miss Drag Queen. Il 20 agosto, poi, una giuria di chirurghi estetici eleggerà Miss Ritocco, mentre l’ ultima della stagione, sarà Miss Gran Prix, che avrà l’ onore di scendere in pista sul circuito di Misiano Adriatico in qualità di Umbrella Girl. Tutto in attesa del principe dei concorsi: quel Miss Italia, che, quest’ anno, ha deciso di mettere in atto un’ operazione «storica», cioé ridefinire i canoni estetici della bellezza femminile interpellando il popolo del web attraverso un questionario. Un’ idea forse utile, sempre che non vinca la sua battaglia l’ ultimo demenziale gruppo nato su Facebook che protesta perché Miss Universo è da sempre una creatura terrestre.

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