Stallo urbanistico: Ceccotti, uno dei proprietari dei comparti, presenta una denuncia alla Procura della Repubblica contro il Comune
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fonte:
- Il Resto del Carlino
N ELLO STALLO urbanistico della zona Ceccotti piomba una denuncia presentata alla Procura della Repubblica contro il Comune. L’ ha depositata il proprietario di uno dei comparti dell’ area, Gabriele Frontoni, che ai magistrati chiede di verificare se ci sono azioni penalmente rilevanti, da parte di Palazzo Sforza, in relazione al mancato pagamento dell’ indennità per un esproprio subito e valutato 650 mila euro dal Comune e 4.6 milioni di euro da una perizia tecnica chiesta dalla famiglia Frontoni. Che comunque non ha visto ancora un soldo per quella terra espropriata e da anni inutilizzata, tanto da rivendicare giustizia per il danno subito anche dall’ impossibilità di godere di una proprietà su cui nulla è stato costruito. Nella documentazione depositata in Procura, Frontoni ricostruisce la storia degli ultimi trenta anni della Ceccotti ma indica nella ‘ madre’ di tutto il guazzabuglio giuridico-urbanistico che ne è seguito, e che dura ancora, l’ approvazione nel 1996 di un Piano particolareggiato da parte del consiglio comunale che dava l’ ok alla realizzazione nel comparto di complessivi 108 mila mc di edificazione in aggiunta alla volumetria già esistente e questo nonostante i dubbi interpretativi di due pareri legali acquisiti dal Comune e che vengono allegati nell’ esposto. Nel frattempo la vicenda della Ceccotti genera ricorsi al Tar, uno vinto dal Codacons contro l’ eccesso di cubatura, poi lo stop al Piano particolareggiato e successive varianti urbanistiche. L’ ULTIMA deve essere ancora sfornata dal Comune e, se accontenta gli interessi edificatori dei privati (i 108 mila mc di volumetria sono rimasti intatti) genera malumori tra chi, i commercianti, chiede più aree parcheggio a servizio del centro. In questa situazione di immobilismo si inserisce la determinazione dell’ indennità dell’ esproprio. I Frontoni oppongono una perizia giurata di tecnici che hanno stabilito per quell’ area, in quanto zona di completamento, un valore di 4,,6 milioni di euro, a fronte dei 650 mila riconosciuti dal Comune che alla richiesta dei Frontoni, notificata il 21 maggio del 2009, del pagamento dei 4 e rotti milioni di euro non ha risposto.
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