26 Maggio 2006

Stagione in ritardo, stangata su frutta e verdura

Stagione in ritardo, stangata su frutta e verdura


C?è poca scelta, tutto costa come le primizie. Alle stelle ciliegie e peperoni





PERUGIA – Rincari annuali di oltre il 100%, poca scelta e qualità mediocre. La borsa della spesa è proprio alla frutta ed alle famiglie non resta che spendere una fortuna o rinviare l?acquisto di fragole, ciliegie, pesche o albicocche. Prodotti di stagione secondo il calendario, primizie invece guardando i banconi ortofrutta di negozi e supermercati, con prezzi da boutique del fagiolino e aumenti da record. Così, si scopre per acquistare arance, rispetto ad un anno fa, si spende anche il 100% in più, mentre per un chilo di ciliegie se ne vanno 10 mila delle vecchie lire.
Produzioni in ritardo e qualche problema in zone nevralgiche per la coltivazione di tali prodotti alimentano così le importazioni e per i consumatori, mettere d`accordo esigenze della tavola e quelle del portafogli diventa un`impresa. «Difficile dare consigli in questa situazione – spiega Lucio Tabarrini, titolare di un supermercato Sma – con pochi prodotti a disposizione e cari. Ma contro i ritardi della natura poco si può fare». Intanto, guardando la provenienza della merce esposta, Cile, Uruguay, Argentina, Spagna, alle massaie gira la testa. Solo le verdure sono italiane ed anche se le zucchine non fanno più paura come in passato (in salita solo i prezzi di carote, finocchi, patate e pomodori, dal 10 al 36%) è la qualità a far storcere il naso ai consumatori. «Ci sono prodotti inguardabili – osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – ed anche la merce che arriva dall?Italia è di qualità modesta. Le fragole, ad esempio, hanno un po? di profumo ma non hanno gusto e poi bisogna fare attenzione ai cestini preconfezionati: sopra i frutti sembrano ottimi ma sotto sono marci».
Codacons e Coldiretti puntano il dito sui mancati controlli in tema di etichette (con l`indicazione dell`origine) e si torna a parlare di vendite dirette con l`organizzazione agricola che a tale scopo ha chiesto ai maggiori comuni umbri una piazza ?dedicata?. «Almeno una volta al mese vorremmo il mercato dal produttore al consumatore», spiega il coordinatore organizzativo di Coldiretti, Stefano Pignani.


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