Stagione in ripresa nei campeggi
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fonte:
- l`Adige
Secondo il Codacons, per le vacanze di Pasqua solo il 10% degli italiani si concederà un viaggio da qualche parte o una gita lunga. In sostanza, qualcosa come 54 milioni di connazionali trascorreranno le feste a casa. Il Touring Club, invece, diffondendo i dati di un’ indagine online, assicura che il 70% degli italiani non si lascerà sfuggire l’ occasione di passare qualche giorno in relax lontano dalle mura domestiche. Non solo. Il Trentino Alto Adige (per il 17,5%) sarebbe la meta prediletta per tutte quelle famiglie che hanno deciso di trascorre re le ferie in Italia. Seguono Toscana (12%) e Veneto (11%). Chi ha ragione? Indipendentemente dalle statistiche, le sensazioni degli operatori turistici di casa nostra, dopo anni di de profundis, parrebbero per una volta essere positive. E questo accade anche per alcune categorie in passato molto vessate, come i titolari dei campeggi che, nel ricordare le disastrose primavere in cui il maltempo e gli allagamenti l’ hanno fatta da padrone, sono convinti che «quest’ anno andrà meglio – osserva Fabio Poletti, presidente della Faita Federcampeggi del Trentino – anche perché è difficile che possa andare peggio degli scorsi anni». Ma al di là di tutto, le cose sembrerebbero ingranare per un settore che in Trentino è rappresentato da 69 realtà che ogni anno riescono a muovere qualcosa come un milione e 400 mila turisti. «Le prenotazioni iniziano ad arrivare – prosegue Poletti – per lo più dall’ estero, Germania intesta, ma notiamo anche un risveglio degli italiani». Come si differenziano i due mercati? «Gli italiani arrivano soprattutto con il camper, con meno roulotte e un paio di tende. I tedeschi invece amano soprattutto la roulotte e la tenda, anche se non disdegnano i mezzi più grandi. I connazionali arrivano soprattutto dalle regioni vicine, quindi principalmente da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna». In zone in passato martoriate come il lago di Caldonazzo come vanno le cose? «Direi meglio. Se non altro, lo scorso anno c’ è stato chi non ha nemmeno potuto iniziare la stagione. Quest’ anno la cosa non si è verificata». Una delle critiche riguarda il ruolo di Trento, che non viene vista come una vera città turistica. «Posso essere d’ accordo soprattutto per quanto riguarda un aspetto: una città che si vuole definire turistica non può tenere strutture pubbliche come i musei chiuse il lunedì. I turisti spesso, dopo il week end, scelgono il lunedì per lasciare il campeggio e visitare lil capoluogo». Spi.
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