Stadio, si gioca ma rimane il caos
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fonte:
- Il Centro
Oggi al Bentegodi con Verona-Avellino, alle 20.45, debutta il campionato di serie B. Grazie all`anticipo di un giorno della partita, la società scaligera può “dribblare“ gli ostacoli che pesano sul torneo cadetto dopo la decisione della Lega calcio di far disputare le gare alle 15 di sabato e della conseguente “ribellione“ di molte amministrazioni comunali, di cui Verona è stata capofila, contro tale orario. Ed è scontro frontale con la Lega di Adriano Galliani. Ma a turbare questo tormentato inizio di campionato ci sono anche le nuove disposizioni del ministro dell`Interno, Giuseppe Pisanu, per garantire maggior sicurezza negli stadi. GALLIANI. “La serie B giocherà il sabato pomeriggio“. Così ieri il presidente della Lega calcio, Adriano Galliani, ha gelato le speranze di un possibile posticipo serale di tutte le partite del campionato cadetto. In serata Galliani ha ufficializzato la linea dura: “Abbiamo deciso di rinviare sei gare di serie B in programma sabato pomeriggio. I sindaci che ci hanno vietato gli stadi se ne assumono la responsabilità e i nostri avvocati sono al lavoro per valutare azioni legali“. Le gare rinviate a data da destinarsi sono Albinoleffe-Rimini, Brescia-Cremonese, Modena-Mantova, Cesena-Atalanta, Piacenza-Catania, Arezzo-Crotone. Verona si salva solo perché la partita con l`Avellino è stata anticipata di un giorno. Galliani ha aggiunto: “Non ho idea di che cosa possa succedere, so solo che ora toccherà ai sindaci farsi carico di tutti i problemi, compreso quello della sicurezza degli stadi“. nBIGLIETTI NOMINALI. Il ministro è stato irremovibile. “Sì alla flessibilità ma nessun atteggiamento dilatorio“ ha spiegato ai vertici delle questure delle città interessate ai campionati, a Coni, Lega calcio e forze dell`ordine, nella riunione straordinaria dell`Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, da lui convocata per fare il punto sullo stato di attuazione delle misure. Il titolare del Viminale ha detto che non intende fare sconti, né allungare i tempi soprattutto in merito al biglietto nominativo. Questo significa che le società che non saranno in regola subiranno le sanzioni previste dalle nuove norme (da un minimo di 5 mila euro alla chiusura dell`impianto). A Verona, le due società di calcio non hanno ancora predisposto un sistema informatizzato per l`emissione dei biglietti personalizzati e, in vista della partita con l`Avellino, i tagliandi, in vendita fino all`inizio della gara, sono ancora quelli tradizionali. SANZIONI. La società gialloblu è quindi a rischio multa. “Che dobbiamo fare? Quando arriveremo al biglietto numero 9.999 ci fermeremo, non c`è altra soluzione“, esclama il presidente Giambattista Pastorello. Sotto i diecimila spettatori, infatti, non è previsto l`obbligo del biglietto nominativo, ma per aggrapparsi a questo escamotage, il club dovrà chiedere ufficialmente la riduzione dei posti. “Il problema“, continua Pastorello, “è che questa legge è inapplicabile nei tempi previsti e chi l`ha pensata, probabilmente, non sa che significhi gestire uno stadio. Noi prima della partita vendiamo circa 700 biglietti, ma in altri stadi, come a Milano, se ne staccano anche 15 mila. Si immagina che cosa significa rilasciare a ciascuno un biglietto nominale dopo aver controllato i documenti? Si vogliono evitare disordini, ma sarà questo sistema a crearli. Comunque ci diano almeno i tempi tecnici per metterci in regola. I miracoli non è possibile farli“. POSTI NUMERATI. Tempi rispettati, invece, per quanto riguarda la nuova normativa che obbliga a numerare ogni settore dello stadio, dalla tribuna alle curve. A ogni biglietto d`entrata corrisponderà un posto preciso. L`obiettivo è stato raggiunto grazie alla collaborazione fra le due società, l`Hellas Verona e il Chievo. CODACONS CONTRO I SINDACI. Il Codacons, associazione per la difesa dei consumatori, ha annunciato che “i quattro sindaci che hanno vietato le partite di sabato saranno denunciati per attentato all`ordine pubblico“. Fra i quattro sindaci c`è anche quello di Verona, Paolo Zanotto. L`associazione sollecita polizia e carabinieri a presidiare gli accessi agli stadi impedendo l`ingresso a chi è sprovvisto di biglietto nominativo. Accessi elettronici per evitare accessi multipli, videosorveglianza ad alta risoluzione, steward in tribuna e a bordo campo, barriere mobili a scomparsa e biglietti nominativi e numerati. Nessun club è ancora pronto ma lo dovrà essere nel minor tempo possibile. Ecco tutte le novità previste dal decreto del ministro dell`Interno. Biglietti. Le misure anti-violenza del decreto Pisanu prevedono che i biglietti, dalla prima giornata di campionato, siano nominativi e cioè riportare nome e cognome e numero di posto assegnato. Dal codice elettronico di ogni biglietto si potrà risalire all`identità di ogni spettatore. In questo modo le forze dell`ordine potranno individuare gli ultras violenti. Fra le società che partecipano al campionato di B, quasi nessuna è pronta. Tornelli. Il decreto ministeriale prescrive anche l`installazione di tornelli all`ingresso, ad altezza d`uomo, per permettere l`ingresso di uno spettatore alla volta. L`unico stadio in regola è quello di Parma. Telecamere. Dovranno essere incrementati gli impianti di videosorveglianza a circuito chiuso, già installati in tutti gli stadi e puntati sui settori più “caldi“ del tifo. Le telecamere devono essere collegate con le questure. Posti numerati. Gli stadi devono avere solo posti a sedere e tutti dovranno essere numerati per una facile individuazione degli spettatori in caso di dosordini. Steward. Indosseranno casacche fosforescenti gialli o arancioni e il loro compito è sorvegliare il pubblico e segnalare alle forze dell`ordine eventuali situazioni a rischio. Sugli spalti ce ne saranno uno ogni 500 tifosi e, a bordo campo, uno ogni quattro metri.
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