16 giugno 2017

Stadio, ora tocca alla Regione

Ora è ufficiale: il vincolo architettonico sull’ ippodromo di Tor di Valle non ci sarà. La Commissione dei Soprintendenti «ha deciso l’ archiviazione del procedimento di vincolo, sulla base di profili di illegittimità rilevati in ordine sia allo strumento normativo prescelto per l’ apposizione del vincolo, sia ad elementi di contraddittorietà delle decisioni assunte nel tempo dall’ Amministrazione». Insomma, secondo la nota diffusa nel pomeriggio di ieri dal Ministero dei Beni Culturali, la soprintendente, Margherita Eichberg, che aveva avviato l’ iter per metterlo non poteva farlo. Facili ironie sui social network da parte dei tifosi e il Codacons che, insieme a Italia Nostra, già preannuncia ricorsi contro la decisione del Mibact. Risolto il nodo vincolo, sempre nella giornata di ieri sono state inoltrate alla Regione Lazio, presentandole co me controdeduzioni al procedimento di chiusura con esito negativo della Conferenza di Servizi decisoria, le nuove carte prodotte, sia le integrazioni progettuali che la nuova delibera approvata ieri in Consi glio comunale. A questo punto, quindi, ci sono 15 giorni a disposizione di tutti gli Enti che avevano partecipato alla Conferenza dei mei scorsi, per richiedere formalmente ai proponenti eventuali chiarimenti o ulteriori integra zioni progettuali. Dopo di che, scatteranno i 90 giorni che la legge assegna agli uffici regionali per decidere quale strada intraprendere. Al momento, tre sono le possibilità: aprire una nuova conferenza di servizi decisoria, approvare il progetto così com’ è stato riformulato oppu re, in ultimo, respingerlo ovviamente con delle forti motivazioni. Secondo quanto trapela, forti perplessità sarebbero state espresse dai funzionari della Prefettura in merito alle procedure seguite: in sostanza, secondo Palazzo Valentini, l’ iter corretto avrebbe dovuto prevede re una nuova Conferenza di servizi preliminare (analoga a quella del 2014) visto che con la nuova delibera, il progetto è totalmente cambiato e, quindi, sarebbe stato necessario ricominciare l’ iter da capo. La questione è decisamente spinosa: più o meno tutti i funzionari hanno ben chiare le difficoltà nella viabilità e nei trasporti che la «variante Raggi» al progetto comporta. Tuttavia, sempre secondo «radio conferenza di servizi», alla fine nessuno sembra voler rimanere con il cerino in mano ed assumersi la responsabilità di dire «no» al progetto che i tifosi giallorossi aspettano datan Azzerate le percentuali di partenza di Rudiger, a restare in bilico è Manolas: in difesa è lui il sacrificabile per la Roma. Lo Zenit gli fa la corte e ha avviato i contatti con il procuratore, ma sulla scrivania di Monchi non è arrivato nulla. Se fino a qualche tempo fa si stava trattando il rinnovo di contratto con il giocatore, la situazione adesso è in stand-by e, visto chela scadenza recita 2019, potrebbe essere l’ indiziato numero uno per lasciare la capitale in estate. Anzi, numero due. Perché Salah sarà la prima cessione dei giallorossi, che persiste mare i conti entro il 30 giugno hanno fretta di concludere l’ affare con il Liverpool, senza pe rò svendere l’ egiziano. L’ agente Ramy Abbas era a Londra ieri per un appuntamento con il club inglese, con cui si continua a parlare. Il countdown per la cessione non è partito ufficialmente, la prossima settimana potrebbe essere quella giusta, ammesso che i Reds accontentino le richieste economiche della Roma. La presenza dell’ intermediario in Inghilterra potrebbe fungere da accelerante ad una trattati vache è prossima al decollo. Salah via, Rudiger non si muove: le leggi di Monchi sono chiare. Il tedesco è seguito dall’ Inter, ma incatenato a Trigoria: «Ho letto di queste voci. Con Spalletti ho un buon rapporto, ma se dovessimo credere a tutto quello che viene detto, sarei dovuto andare via già la scorsa stagione. Invece sono qui. Ho delega to mio fratello di occuparsi di queste cose, così posso concentrarmi sulla Confederations Cup, indipendentemente dal fatto che ci siano o meno richieste. Curiosamente anche Manolas è spesso accostato ai nerazzurri…». La differenza sta nel fatto che il greco può partire a fronte di un’ offerta congrua, mentre su di lui c’ è il veto del diesse giallorosso, troppo sincero per smentirsi. Kostas, oltre al contratto breve, ha un caratterino niente male che spesso lo ha portato a scontrarsi con i compagni di squadra: l’ ultimo vis a vis c’ è stato con Dzeko, ma in passato si era attaccato con Perotti in allenamento e in generale non ha legato molto col gruppo. È l’ uomo in bilico di questa Roma. Ne hanno discusso, tra le altre cose, Monchi e Di Francesco nel lungo meeting di mercato andato in scena prima e dopo la conferenza di presentazione del tecnico, concordando il da farsi/dirsi. Ieri si sono incrociati di nuovo aTrigoria, mala giornata di Eusebio è stata dedicata alle riunioni con lo staff tecnico per organizzare il lavoro estivo. Con la speranza di poter (ri)allenare Pellegrini, cercato anche da Milan (Montella spinge per averlo), Juventus, Inter e Chelsea. La Roma è convinta di chiudere, ma non ha ancora trovato l’ accordo economico con il giocatore e deve farlo entro il 30 giugno, quando scadrà la clausola per il diritto di riacquisto. New entry, intanto, in infermeria: l’ ex Juventus Causarano sarà il responsabile sanitario al posto di Riepenhof, mentre Del Vescovo resterà in qualità di medico sociale.