28 Agosto 2021

Stadio Flaminio, ultimatum del Codacons: “Bonifica entro il 25 settembre altrimenti commissariamento”

Le condizioni in cui versa lo stadio Flaminio non migliorano. La fitta vegetazione che si addensa a ridosso dei cancelli non è stata rimossa. Le cartoline che arrivano dall’impianto progettato dai Nervi continuano ad essere di sorprendente degrado.
L’ultimatum del Codacons

Difronte a tanto abbandono, il Codacons ha deciso di correre ai ripari. Lo ha fatto innanzitutto inviando un esposto in Procura. Visto che finora non ha sortito gli effetti attesi, l’associazione dei consumatori ha deciso di rilanciare, mettendo il Campidoglio davanti ad un ultimatum: “se entro il 25 settembre non saranno avviati i lavori per bonificare l’area e restituire dignità all’importante struttura – ha annunciato il Codacons – scatterà la richiesta al TAR di nominare un commissario ad acta al posto della sindaca”.
La riqualificazione mancata

Lo stato di apparente abbandono che sembra caratterizzare il gioiellino progettato dalla famiglia Nervi, cozza con le aspettative dei cittadini. In parte, peraltro, sono state nutrite proprio dal Campidoglio che nel corso degli ultimi anni ha promosso lo studio di conservazione finanziato dalla Getty Foundation. Non ha per ora contribuito a migliorare l’aspetto dell’impianto sportivo che resta inutilizzato e, come le immagini dimostrano, anche degradato.
Le aspettative dei tifosi laziali

Per contestare “l’inerzia” dell’amministrazione e per rilanciare il progetto di riqualificazione dell’impianto sportivo, si sono mobilitati anche i tifosi della Lazio. Chiedono che il Flaminio diventi “senza se e senza ma” lo stadio della club biancoceleste e puntano l’indice verso l’amministrazione capitolina che non avrebbe fatto abbastanza per trovare “una soluzione condivisa tra pubblico e privato, in modo da riaprire i cancelli di questo glorioso impianto”.

I compiti disattesi e lo spettro del commissariamento

Le leggittime aspettative dei tifosi che vorrebbero trasformare il Flaminio in un impianto in linea con i moderni standard internazionali, devono fare i conti con una serie di vincoli che ne complicano la riqualificazione. Ma se questo è un problema che bisogna tenere in considerazione, non si capisce però quali siano le ragioni che non consentono di liberare lo stadio dalla vegetazione che lo sta infestando. “Roma Capitale ha per legge l’obbligo di provvedere alla manutenzione e prevenzione dell’impianto che, ricordiamo, è stato riconosciuto bene di interesse culturale storico, artistico ed archeologico” ha ricordato Codacons. Pertanto il Campidoglio ha un mese di tempo per bonificarlo. Altrimenti, l’associazione dei consumatori ne chiederà il commissariamento.

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