22 Febbraio 2018

Stadio Flaminio nel caos: faro della Corte dei Conti

I giudici contabili aprono un’ inchiesta sulla struttura di Nervi che il Coni ha restituito al Campidoglio e ora in stato di abbandono. Il campo calcato dai grandi del rugby fino al 2011 oggi è ridotto a una distesa di erbacce, le gradinate sono invase dai rampicanti, le palestre e gli uffici vengono utilizzati da senzatetto e disperati come ricovero notturno. Il vecchio stadio Flaminio, perla dell’ architettura sportiva disegnata da Pier Luigi e Antonio Nervi per le Olimpiadi del 1960, è in stato di abbandono. Relegato nel degrado, il 2 febbraio è stato teatro dell’ omicidio di Sulin Wickrmasingha, il senza fissa dimora conosciuto da tutti come Charlie. Ora, però, per cercare di invertire la rotta interviene la procura della Corte dei Conti. Il fascicolo sul Flaminio, affidato al pm Massimiliano Minerva, è stato aperto sulla base di una segnalazione del Codacons e ripercorre passo per passo tutta la storia dell’ impianto. Occhi puntati, allora, su contratti e concessioni. Si parte nel 1997, con l’ affidamento da parte del Comune al Coni. Nel 2008 arriva la rinuncia e palazzo Senatorio consegna lo stadio alla Federazione italiana rugby. Fino al 12 marzo 2011, giorno dell’ ultima partita ufficiale disputata sul rettangolo verde dello stadio a due passi dall’ Auditorium, la struttura è stata la casa degli azzurri della palla ovale. La loro avventura si è chiusa con una straordinaria vittoria sulla Francia. Nel febbraio del 2014, poi, è la Federazione italiana gioco calcio a subentrare. Ma le chiavi dell’ impianto verranno restituite prima di Natale. Da quel momento in poi, il buio. Anche per le palestre per il pugilato, per la scherma e la ginnastica artistica. Per recuperare la struttura servono almeno dieci milioni di euro. E, quindi, un investitore. In Comune si parla con una certa insistenza di un nuovo interessamento della Federugby, ma la trattativa va ancora chiusa. Così adesso, tralasciando un vecchio contenzioso da circa cinque milioni di euro avviato in sede civile dall’ amministrazione capitolina contro il Coni e che potrebbe essere risolto con una mediazione, la prima a muoversi sul pachiderma abbandonato è la Corte dei Conti. La procura dovrà verificare le responsabilità delle federazioni che di volta in volta hanno avuto in gestione il Flaminio. E che hanno riconsegnato al Campidoglio una struttura fatiscente. Nessuno, dal 2014 in poi, lo ha più voluto. Non Claudio Lotito per la sua Lazio, neanche Massimo ” Er viperetta” Ferrero per farne una location da concerti da vivere 24 ore su 24. Un danno tutto da quantificare per le casse e l’ immagine del Comune. © RIPRODUZIONE RISERVATA Nel mirino il Coni e le federazioni sportive che hanno avuto in gestione l’ opera dei Giochi del 1960.
lorenzo d’ albergo

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox