30 Ottobre 2018

STADIO DELLA ROMA: PROCURA CHIUDE INCHIESTA PER 20 PERSONE

    CODACONS: REATI EMERSI RENDONO NULLI ATTI AMMINISTRATIVI SU TOR DI VALLE. DEPOSITATO NUOVO RICORSO AL TAR PER BLOCCARE PROGETTO

    Mentre la Procura di Roma ha chiuso l’inchiesta sul nuovo Stadio della Roma, con venti persone tra cui l’imprenditore Luca Parnasi che rischiano di finire a processo per i reati di associazione per delinquere, corruzione e finanziamento illecito, un nuovo ricorso contro il progetto Tor di Valle è stato depositato dal Codacons al Tar del Lazio, proprio sulla base degli illeciti contestati dalla Procura.
    Per l’associazione dei consumatori, infatti, i reati emersi nel corso delle indagini inficiano gli atti amministrativi che hanno portato ad autorizzare il progetto sul nuovo Stadio della Roma, atti che sono pertanto annullabili dinanzi al Tar.
    Si legge nel ricorso presentato dal Codacons:
    dall’indagine penale de qua, della quale si è avuta notizia solo successivamente all’incardinazione del presente giudizio, è dunque emerso come effettivamente la volontà della P.A., in relazione all’iter amministrativo di approvazione del progetto per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, sarebbe stata viziata da episodi di corruzione perpetrati nel corso del tempo dall’associazione criminale.
    Come anche affermato più volte dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, l’atto finale deve essere annullato in presenza di irregolarità nell’attività propedeutica all’emanazione dello stesso, Ed è proprio ciò che sembrerebbe essersi configurato nel caso di specie […]
    Dunque tutto quanto sopra esposto e riprodotto non può che confermare l’illegittimità del provvedimento di archiviazione del vincolo architettonico sull’ippodromo di Tor di Valle del 15 giugno 2017 che sarebbe dunque stato emesso non già nel rispetto dei principi che sorreggono il procedimento amministrativo bensì in violazione di legge ed in eccesso di potere nelle figure sintomatiche dello sviamento dagli interessi pubblici e dalla causa tipica in quanto risulterebbe emesso sulla base di accordi e favoritismi illeciti che sarebbero intercorsi tra Eurnova Spa e il Sovrintendente PROSPERETTI.
    Il provvedimento pertanto non può che essere annullato. Conseguentemente l’illegittimità dello stesso, atto propedeutico alla Conferenza dei Servizi avviata per la valutazione e l’approvazione del Progetto Stadio della Roma, non può che determinare l’illegittimità derivata della Determinazione G18433 del 22 dicembre 2017, della Regione Lazio – Direzione Territorio, Urbanistica e Mobilità, conclusiva della conferenza stessa e di tutti gli atti conseguenti e comunque connessi, anche di estremi e contenuto ignoti, ivi compresa l’adozione, da parte del Consiglio Comunale, della variante del piano regolatore generale”.

    A breve i giudici del Tar dovranno quindi pronunciarsi sulla richiesta di sospendere tutta la procedura amministrativa seguita per il via libera alla realizzazione del nuovo stadio, mentre la società calcistica farebbe meglio a trovare un nuovo sito dove realizzare l’opera, che sia più adatto alla città e più utile a tifosi e cittadini – conclude il Codacons.

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