9 Settembre 2005

Stadi, lunedì ultima occasione

Stadi, lunedì ultima occasione

A Milano assemblea di Lega sugli orari: poi l?accordo o il caos







L?ultima occasione per trovare un accordo, scongiurando il caos, la battaglia legale e forse anche l?assurdo, è fissata per lunedì. A mezzogiorno le società di B si ritroveranno nella sede milanese della Lega Calcio per decidere sugli orari d?inizio delle partite, che il presidente Galliani ha proposto di spostare dalle 15 alle 16 del sabato; poi la palla passerà ai sindaci ribelli, fermi nella trincea delle 19. Senza una posizione condivisa da entrambi i fronti, sarà lotta (legale) senza quartiere, col rischio che le società decidano il blocco del campionato. Ancora tre giorni di riflessione, ma la cronaca di ieri non promette niente di buono. Come preannunciato mercoledì, in mattinata il sindaco Gian Carlo Corada ha firmato l?ordinanza con la quale vieta lo svolgimento di Cremonese – Verona allo Zini, nella fascia oraria compresa tra le 15 e le 19 di domani. Un provvedimento motivato dalla volontà di ?superare l?emergenza connessa con il traffico e garantire le necessità di sicurezza dell?utenza?. L?incontro verrà rinviato: la Cremonese ha infatti scartato – visti i tempi strettissimi e la situazione – l?ipotesi di puntare su un campo neutro. Ieri ha firmato l?ordinanza che chiude lo stadio cittadino anche il sindaco di Bergamo, Roberto Bruni. Così domani ?salteranno? le cinque partite in programma a Bergamo, Bologna, Catania (ma la società ha fatto ricorso al Tar), Cremona e Vicenza, in un clima di scontro frontale che purtroppo rischia di alimentare altre inutili tensioni. Ribadendo i motivi che stanno alla base della linea dei sindaci ribelli, ieri Corada ed il suo vice Baldani hanno rivolto un «accorato appello ai presidenti delle squadre di B: occorre che tutti si faccia uno sforzo per comprendere le esigenze in campo; e per trovare soluzioni possibili, che esistono e sono già state individuate. Le nostre ragioni sono quelle della stragrande maggioranza dei nostri concittadini. Ci auguriamo che prevalga il buon senso e venga compiuto uno sforzo collettivo di responsabilità, per ricondurre tutti alla ragionevolezza e cogliere le soluzioni che sono sicuramente a portata di mano». Preoccupato per la situazione anche il Sindacato autonomo di Polizia: «Per noi è grave che non ci siano ancora certezze, a torneo già iniziato». A testa bassa contro il coordinamento dei primi cittadini ribelli si lancia intanto il Codacons: «Se i sindaci continueranno a bloccare gli stadi chiederemo al Tar di sospenderli dal loro incarico, annullare le loro delibere sull?argomento e aprire coattivamente i campi di gioco». Codacons e Lega dovrebbero incontrarsi nelle prossime ore, sancendo un?altra alleanza in vista dello scontro finale.


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