26 Settembre 2020

STADI, CTS: NON CI SONO CONDIZIONI PER ULTERIORI APERTURE

     

    CODACONS: PRONTI A DENUNCIARE GOVERNO E REGIONI PER CONCORSO IN EPIDEMIA E REATI CONTRO LA SALUTE PUBBLICA SE NON RISPETTERANNO INDICAZIONI CTS

    STATO NON PU’ CEDERE A LOBBY DEL CALCIO E A CHI METTE INTERESSI ECONOMICI PRIMA DELLA SALUTE DEI CITTADINI

    Bene per il Codacons le indicazioni giunte oggi dal Comitato tecnico scientifico secondo cui, sulla base degli attuali indici epidemiologici, non esistono al momento le condizioni per consentire negli eventi sportivi all’aperto e al chiuso ulteriori aperture.
    “Il Cts smentisce in modo categorico alcuni esponenti del Governo e le Regioni che negli ultimi giorni hanno fatto pressioni per favorire la lobby del calcio e riaprire con una maggiore capienza gli stadi – afferma il presidente Carlo Rienzi – Una idea folle che, se attuata, avrebbe ripercussioni pesantissime sul fronte della salute pubblica, poiché al di là della presenza fisica dei tifosi all’interno degli stadi si porrebbe il problema di ciò che accadrebbe fuori dagli impianti sportivi in occasione delle partite, con inevitabili assembramenti di persone e aumento della possibilità di contagi tra cittadini”.
    “Lo Stato non può cedere alle pressioni della lobby del calcio e di chi mette gli interessi economici prima della salute degli italiani, e qualora dovessero essere decise ulteriori aperture degli stadi con un incremento del numero di tifosi al loro interno, il Codacons denuncerà Governo e Regioni in Procura per reati contro la salute pubblica e concorso in epidemia” – conclude Rienzi.

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