27 Febbraio 2019

`Squadra di 100 addetti per affrontare le richieste dei clienti

 

IL CASO VENEZIA Truffa dei diamanti, Banco Bpm vara una struttura di 100 persone per affrontare i reclami della clientela e già col bilancio 2018 ha accantonato 300 milioni per i rimborsi. Domani si riunirà il vertice dell’ istituto con sede legale a Verona, una delle aree interessate maggiormente dalla vendita di preziosi a prezzi gonfiati, che potrebbe valutare anche la posizione del direttore generale Maurizio Faroni, indagato a Milano per truffa aggravata, autoriciclaggio e ostacolo alla vigilanza insieme a un’ altra settantina di persone, tra le quali anche l’ amministratore delegato della controllata Banca Aletti Maurizio Zancanaro. Il caso è scoppiato la scorsa settimana con il sequestro preventivo da parte della procura di Milano di 700 milioni ai danni del Banco, della controllata Banca Aletti, di Unicredit, Mps, Intesa Sanpaolo e delle due società specializzate nella vendita di preziosi, Intermarket Diamond Business (fallita) e Diamond Private Investment. L’ istituto guidato dall’ Ad Giuseppe Castagna, che si è visto sequestrare 84,6 milioni e ha fatto appositi accantonamenti nel bilancio 2018 chiuso in perdita per 59,43 milioni, ha avviato un’ ampia indagine sul caso con una squadra di specialisti composta da 100 funzionari che avrebbe il compito di gestire tutte le procedure di conciliazione legate a istanze e cause promosse dalla clientela. Idb, primo broker di settore, era l’ intermediario scelto dal Banco per le operazioni oggetto d’ indagine che vanno dal 2003 al 2016, prima quindi alla fusione con Bpm. Finora già circa un terzo dei reclami presentati agli sportelli del Banco Bpm sarebbero stati chiusi con accordi transattivi, con ristori in numerosi casi vicini al 100%. Centinaia i casi nel Nordest con i risparmiatori che ora chiedono lumi ad avvocati ed esperti orafi. «In più perizie fatte per avvocati che difendono clienti coinvolti nell’ acquisto di diamanti da investimento – spiega Claudio Dozzo, più 35 anni di attività nel settore, presidente degli orafi di Confartigianato Venezia – ho riscontrato che il valore del diamante ceduto dalle banche è, la gran parte delle volte, superiore del 100% al valore che un commerciante lo cederebbe al cliente, tenuto pure conto di un ottimo ricarico e dell’ Iva. Siamo certamente di fronte ad un vero e proprio imbroglio (si parla per almeno un miliardo, forse molto di più)». ADICO: INVESTIMENTI NULLI L’ associazione dei consumatori veneziana Adico sta seguendo tre risparmiatori raggirati per un totale di 45mila euro. Due gli istituti coinvolti, Banco e Bcc CentroMarca. «Come evidenziato per la vicenda delle banche popolari venete spiega Carlo Garofolini anche in questi casi contestiamo alla banca di non aver agito con la dovuta diligenza, correttezza e trasparenza. Per questo chiediamo la nullità o l’ annullamento dell’ investimento o il risarcimento del danno pari all’ importo versato». Franco Conte (Codacons Veneto) avverte: «I risparmiatori chiedano entro l’ 8 marzo il recupero dei diamanti ancora in custodia da Idb e stiano attenti alle tutele legali e delle associazioni, le banche sono pronte a risarcire senza cause». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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