12 luglio 2017

Spy-story a Veneto Banca violate 6 mila caselle email

banche, la svoltal’ intrusione lo scorso anno: copiati dati riservati dalla posta dei dipendenti
TREVISO. Cinque sentenze dell’ Ombudsman-Giurì Bancario depositate ieri danno ragione ad altrettanti risparmiatori delle Popolari Venete ad ottenere un risarcimento danni dagli istituti.Il Giurì, va precisato, è stato soppresso ques’ anno, ma sta continuando a lavorare per smaltire i fascicoli aperti in precedenza, relativi appunto a controversie tra cittadini e istituti bancari. Le sentenze sono titolo esecutivo nei confronti degli istituti di credito, a differenza di quelle degli arbitrati Consob. Nonostante il collegio decida solo sulle risultanze documentali, è stato riconosciuto un risarcimento pari al 100 % dell’ importo investito in occasione dell’ aumento di capitale 2014. La ragione è da ricercarsi nel fatto che gli azionisti erano stati spinti dalla Banca a investire in azioni dalla stessa emesse superando il limite di concentrazione dei prodotti finanziari detenuti in portafoglio. In altre parole, i soggetti detenevano un numero di azioni illiquide Bpvi o VB superiore a quanto “adeguato” rispetto al loro profilo. «È necessario considerare che numerosissimi soggetti si trovano in questa situazione, detenendo patrimonio del tutto o quasi composti da azioni e titoli Bpvi», spiegano allo studio legale Calvetti che ha promosso le azioni davanti al Giurì, «Alla luce di ciò commissari liquidatori nell’ ambito della procedura di liquidazione coatta amministrativa saranno obbligati a tenere conto nella valutazione delle insinuazioni non solo delle decisioni vincolanti, ma anche delle valutazioni e delle risultanze offerte tanto dai giudici togati, quanto dal Arbitro Controversie Finanziarie Consob e dal collegio Ombudsman. Tali dati saranno infatti fondamentali per la corretta valutazione dei crediti risarcitori dei numerosi azionisti truffati». In sostanza i soci delle Popolari, a fronte di queste sentenze, potranno ottenere nell’ ambito della liquidazione coatta amministrativa il riconoscimento del loro credito. Intanto il Codacons ha presentato un esposto alla Commissione Europea con cui chiede di aprire un procedimento e di sanzionare l’ Italia per aver concesso aiuti di Stato vietati a Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, attraverso il decreto legge 99 del 25 giugno. «Gli aiuti di Stato concessi a favore di due istituti bancari che si trovano nell’ attuale situazione di dissesto economico-finanziario a causa della scellerata e truffaldina gestione dei vertici amministrativi rappresenta una grave violazione della normativa sugli aiuti di stato così come stabilita dal Tfue», scrive il Codacons nell’ esposto, «Considerando che il mercato dei servizi bancari è aperto nei territori degli Stati membri, l’ aiuto a due banche nazionali lede anche gli interessi delle banche di qualsiasi altro Stato Ue». (s.t.)