20 gennaio 2018

Spv, nessuno più ferma le ruspe

di Davide Nordio ALTIVOLE Caso Piccolotto-Pedemontana veneta: comitati e gruppi spontanei scendono in campo per tutelare l’ area che fino a l’ altro ieri non era stata toccata dalle ruspe. Il prossimo 27 gennaio nel pomeriggio si terrà qui un happening di protesta ma anche di sensibilizzazione circa le conseguenze di questa infrastruttura. Intanto, dopo l’ immissione in possesso, la famiglia Piccolotto sta affilando le armi legali attraverso i suoi legali: «Sono molteplici gli aspetti illegali di tutta questa vicenda, a partire dal fatto che tutto è avvenuto a nostra insaputa, nessun atto di esproprio ci è mai stato consegnato – spiega Osvaldo Piccolotto, tra l’ altro tra i consulenti tecnici di chi si oppone alla Spv – questo però non ferma l’ opera distruttrice nel bosco».Anche ieri le ruspe e le motoseghe hanno continuato ad abbattere noceti, ciliegi, ontani, rubinie cresciuti negli ultimi vent’ anni : «tra l’ altro – continua Piccolotto – il tutto avviene con evidenti irregolarità sotto il profilo della sicurezza, che abbiamo già evidenziato allo Spisal».Quello che attendono Piccolotto e altri irriducibili anti-Spv è che venga fissata la data del ricorso presentato da Codacons e da Salvini – Impregilo che potrebbe cambiare le carte in tavola sul futuro della superstrada. Sulla vicenda del blitz nei terreni Piccolotto interviene anche la consigliera regionale Silvia Rizzotto, ex sindaco di Altivole: «Non conosco i dettagli del caso specifico, però so della coltivazione di noci dei Piccolotto: attenzione, non un bosco, anche se loro lo chiamano così, tanto è vero che mi pare sia presente anche un impianto di irrigazione. Che presenti pure un altro ricorso, da mia memoria tutti quelli che Piccolotto ha collaborato a presentare non hanno poi avuto esito positivo. Rilevo comunque che la Sis in accordo con la gestione commissariale fino alla fine 2017, abbia lasciato per ultimo la definizione dell’ esproprio dell’ area di proprietà dei Piccolotto, considerando che non era stato possibile raggiungere un accordo per la totale indisponibilità del proprietario a trattare. Ma ora è il momento di concludere, l’ opera procede, la Spv ormai è una realtà, e va finita prima possibile. Comprendo che chi è stato interessato dal passaggio della superstrada si sia trovato suo malgrado a dover subire un esproprio non voluto, ma ritengo che sia interesse di tutti attivare un dialogo, possibilmente costruttivo».Le ruspe, dunque, continuano il loro lavoro per completare l’ infrastruttura contestata. Il cantiere di Sis ha praticamente toccato tutto l’ asse del tracciato, da Vicenza a Spresiano. Proprio in questi giorni sono in corso i picchetti dell’ ultimo tratto trevigiano che dovrebbe innestarsi sull’ A27 Mestre Vittorio Veneto. L’ opera secondo le previsioni è destintata ad essere completata entro il 2020, quindi al massimo tre anni. Un primo tratto, nel Vicentino, dovrebbe essere aperto già a partire da quest’ anno.Davide Nordio ©RIPRODUZIONE RISERVATA.