Sprofonda il mercato immobiliare vendite e mutui in caduta libera
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fonte:
- Libertà
ROMA – Il mercato immobiliare è in caduta libera. Tra luglio e settembre dello scorso anno le compravendite hanno segnato un crollo del 23% rispetto allo stesso periodo del 2011. E ancora più forte è stata la contrazione dei mutui, scesi quasi del 40%. Non c’ è regione o settore che si salvi. La crisi del mattone ha colpito tutta l’ Italia, dal Nord al Sud, dal centro alla periferia, dalle abitazioni ai negozi. A certificare l’ agonia è l’ Istat. L’ Istituto nazionale di statistica conferma così le pesanti perdite già registrate dall’ Osservatorio dell’ Agenzia delle entrate. Cambia la prospettiva, ma il risultato resta sostanzialmente lo stesso. Nel dettaglio, le Entrate prendono in considerazione il numero delle unità immobiliari “passate di mano”, mentre l’ Istat si riferisce alle convenzioni contenute negli atti notarili (che possono riguardare una o più unità). In entrambi i casi le cifre parlano di un mercato che sta sprofondando. Si tratta di ribassi molto più forti di quelli del 2008 e che arrivano dopo una fase di stagnazione. Nel dettaglio, nel terzo trimestre il residenziale ha ceduto il 23%, portando così a -21,4% il raccolto dei primi nove mesi del 2012. Ancora peggio è andata per negozi, uffici, laboratori, capannoni e tutti gli altri immobili definiti ad «uso economico». Chiudono il periodo luglio-settembre con una flessione del 25,7%, un record negativo. Passando alle concessioni di ipoteche immobiliari a garanzia di mutui e altri finanziamenti, hanno registrato una caduta del 37,8% che diventa pari al 39,5% considerando tutti e tre i trimestri. Il crollo delle compravendite è generalizzato su tutto il territorio, giusto il Sud e le grandi città riescono a fare meno peggio. Invece più marcate sono le differenze sui prestiti, che toccano picchi negativi nelle isole, dove l’ Istat registra un dimezzamento. Come se non bastasse, oltre al numero si sarebbe assottigliato anche l’ importo dei mutui, sceso, secondo il Crif, del 3,6% nel 2012, a quota 146.316 euro. Tutti dati che suscitano le reazioni allarmate dei consumatori, delle associazioni imprenditoriali e di categoria. D’ altra parte intorno all’ immobiliare gira una grossa fetta del Pil e soprattutto della ricchezza delle famiglie. Il timore maggiore è che il deterioramento continui. Il bilancio di fine anno già fatto dall’ Agenzia delle entrate non tranquillizza e l’ Abi nei giorni scorsi ha fatto sapere come i finanziamenti alle famiglie e alle imprese siano in rosso anche nei primi due mesi del 2013. Il Codacons punta il dito proprio contro le banche, che, sostiene, «hanno deciso di tenersi i soldi invece di prestarli». Sulla stessa linea l’ Adusbef, che denuncia: «I tassi d’ interesse imposti dagli istituti italiani sui mutui prima-casa, sono i più elevati d’ Europa». Anche l’ Ance, che riunisce i costruttori, lancia un appello affinchè sia «riattivato subito il circuito del credito», mentre Confedilizia torna a mettere sotto accusa l’ Imu.
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