25 Marzo 2005

Sprint dei prezzi, Pasqua più cara a tavola

Rispetto ad un anno fa aumenti fino all?80% e affari a macchia di leopardo. I Consumatori: «Spesa sù di 70 euro»

Sprint dei prezzi, Pasqua più cara a tavola

Si profila una Pasqua impegnativa per le tasche dei consumatori umbri, con aumenti che riguardano in primo luogo i prodotti tradizionali: dall`agnello alle uova di cioccolata, dai carciofi alla torta al formaggio, in alcuni casi si prospettano anche ritocchi a due cifre. Rincari che secondo il Codacons, peseranno sui bilanci domestici per circa 70 euro rispetto alla spesa di un anno fa. Come già successo a Natale, anche è la tradizione a sostenere i consumi alimentari mentre nelle varie zone della provincia gli affari vanno avanti a macchia di leopardo.
In cima alla lista dei rincari ci sono gli ortaggi con carciofi (64 cent al chilo) e lattuga (2,46 euro al chilo) che, stando all`Osservatorio Ismea, rispetto ad un anno fa costano l`82% in più. «Consideriamo tali prezzi esagerati in assoluto – fa notare Carla Falcinelli, presidente regionale del Codacons – ma soprattutto rispetto allo scorso anno quando 10 carciofi (non cimaroli) costavano 5 euro, mentre in questi giorni nei vari mercati rionali, 8 carciofi costano 10 euro. Ma la stangata sugli ortaggi è iniziata da tempo e, in proporzione, costano meno primizie come melanzane o peperoni che l`insalata: a 2,45 euro al chilo tante famiglie ne fanno a meno». Va meglio al reparto ortofrutta con i prezzi di arance, mele e pere in caduta libera rispetto a Pasqua 2004; anche i mandarini costano meno (il 17%) ma nell`ultima settimana, considerando anche il fine stagione, i prezzi sono saliti del 12%, passando da 1,09 a 1,22 euro al chilo. Rispetto al 2004, i prezzi della carne dimostrano maggiore stabilità. «Si tratta di aggiustamenti fisiologici – fa notare un negoziante di Perugia associato a Confcommercio – dovuti per lo più ai costi di trasporto per gli aumenti subiti dal carburante». In media si parla dell`8-9% per prodotti di alta qualità, con i prezzi di quelli ?nostrali?, provenienti da Cascia, Norcia o Colfiorito, pressoché invariati.
Altro capitolo, i prodotti tradizionali, dolci e salati. Partendo dalla torta di Pasqua, a Perugia i prezzi sono variati in media del 4%. Si parte da 6,84 euro al chilo per le torte ?industriali? che si trovano anche al supermercato, ai quasi 10 euro al chilo per quelle da forno ?riprodotte? con la ricetta di campagna, nella quale uova, formaggio e burro non sono lesinati. «Fare dolci o torte salate in casa è comunque diventato un lusso – aggiunge la Falcinelli – visti i prezzi delle materie prime». Da una settimana colombe e uova di cioccolata sono oggetto di promozioni selvagge in alcuni supermercati: basta avere una tessera ed il prezzo da 6,70, simile per le tre-quattro marche principali, scende a 2,10. Non sempre è così, però, e tenendo conto del prezzo pieno si rilevano aumenti fino al 25%. Più care anche le uova di cioccolata: in città costano dal 18 al 20% in più e per quelli con apparente sorpresa preziosa e 365 grammi di cioccolato, si arriva a pagare fino a 23,99. Tirando le somme, la spesa pasquale, a parità di quantità, costerà 70 euro in più così ripartiti: 14 euro per le uova di Pasqua, 12 per le colombe, 24 per la carne (gli aumenti riguardano anche petto di pollo e salsicce), 20 per ortofrutta ed altri prodotti alimentari.
Sul versante vendite, viene segnalata una situazione altalenante con esercizi, anche di medie dimensioni, che hanno già incamerato buoni affari, altri più in difficoltà. «In un periodo come questo – fa notare il titolare di un supermercato appena fuori città – vince di chi propone un elevato rapporto prezzo-qualità e servizi accessori, come pasti semi preparati e consegne a domicilio».

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