12 Marzo 2013

Sprechi e truffe, la Rai nella bufera

Sprechi e truffe, la Rai nella bufera

 

                              

Giancarlo Cologgi Roma. La Rai nel mirino di due inchieste da parte della Procura di Roma e della Corte dei Conti per stipendi gonfiati e sprechi. E il Codacons annuncia di costituirsi parte civile nelle due inchieste. La procura di Roma ha aperto un’ inchiesta sui presunti pagamenti della Rai ad alcuni giornalisti del Tg1 per turni notturni, giornate festive e straordinari mai svolti. Il fascicolo è intestato “atti relativi a”, senza ipotesi di reato e indagati. Gli accertamenti sono partiti da una denuncia anonima indirizzata sia ai vertici della Rai sia a varie autorità, tra cui la procura. Sulla vicenda è in corso anche un’ indagine interna di viale Mazzini. Secondo l’ anonimo le irregolarità si sarebbero verificate in gran parte quando a dirigere il Tg1 era Alberto Maccari (dicembre 2011-novembre 2012) e, in misura minore, durante la gestione di Augusto Minzolini (giugno 2009-dicembre 2011). Il reato che potrebbe configurarsi è la truffa. «Siamo allibiti e sconcertati – dice il presidente del Codacons Carlo Rienzi -. Se saranno confermati i fatti contestati ci troveremmo di fronte ad una gravissima truffa a danno della Rai e quindi degli utenti. Il servizio pubblico, infatti, è finanziato dai cittadini attraverso il pagamento del canone e un utilizzo scorretto delle risorse Rai, come il pagamento di turni mai svolti, danneggia in primis la rete di Stato, e subito dopo i teleutenti che la finanziano». Il comitato di redazione del Tg1, la rappresentanza sindacale, fa sapere di aver sempre sposato «la linea della trasparenza, della correttezza e del rigore nel rispetto delle regole, ma anche della salvaguardia di tutti i colleghi». E l’ Usigrai, ribadendo la richiesta di «correttezza e trasparenza», si dice però contraria alla «macchina del fango». Codacons e Associazione Utenti hanno anche presentato un esposto che, secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera, ha portato altri problemi alla Rai. La Corte dei Conti ha infatti aperto un’ inchiesta sulle spese per i palinsesti, in particolare sul maxi-compenso per il calciatore Bobo Vieri (si parla di 600mila euro) per la partecipazione al programma Ballando con le stelle . Oggi «porteremo al Procuratore Generale della Corte dei Conti un corposo dossier e chiederemo di estendere l’ inchiesta a 360 gradi», ha detto al riguardo Rienzi. Nel mirino dell’ associazione, episodi a giudizio del Codacons «emblematici»: tra questi, il caso della trasmissione di Radio 1 Italia: Istruzioni per l’ uso di Emanuela Falcetti, «chiusa nel 2011 senza alcun motivo e sostituita con il programma Prima di tutto con conseguente crollo degli ascolti». Il Codacons cita anche «il caso dei compensi elargiti a Paolo Bonolis e Roberto Benigni per il Festival di Sanremo 2009 (secondo indiscrezioni, un milione di euro al primo e al secondo la cessione dei diritti delle sue partecipazioni sulla rete pubblica, valutati tra i 350 mila euro e i 2 milioni). Nel dossier anche Balls of steel (Palle d’ acciaio), Votantonio , Wild West , Star Academy , «trasmessi e chiusi dopo poche puntate» e trasmissioni come Che tempo che fa o In mezz’ ora , «appaltate a società esterne nonostante la Rai abbia tutte le risorse per realizzarle internamente». Ma In mezz’ ora , precisa Lucia Annunziata, da circa sei anni è prodotto dalla Rai. 12/03/2013.                           

                             

                              

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